“Allegro non troppo”

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E’ stato definito la risposta italiana al disneyano "Fantasia": in realtà, lontano da ogni paragone, l’opera  è da considerarsi soprattutto, per complessità e originalità, la vetta più alta nella carriera artistica del grande Bruno Bozzetto e forse anche il vertice del cinema d’animazione in Italia. Girato utilizzando la tecnica di commistione tra disegni animati e riprese dal vero, il film vede nel cast un ottimo Maurizio Nichetti (disegnatore sfruttato e vessato dal sistema) e un gradevolissimo Maurizio Micheli (il bravo presentatore).

Sei sono i capitoli musicali a cui si sposano altrettante sequenze animate. Il "Preludio al pomeriggio di un fauno" di Debussy è reso con pennellate leggere imbevute di ironia ed eros, "La danza slava  numero 7" di Dvorak si risolve in una folgorante critica alla massificazione sociale, il "Concerto in Do-maggiore" di Vivaldi gioca con l’esuberanza dell’amore.  Fin qui lo standard, i pezzi da antologia sono altri:il gatto tra le rovine nel "Valzer triste" di Sibelius (ispirato ad una storia vera), lo splendido ventaglio di tecniche cinematografiche nell’ "Uccello di fuoco" di Stravinsky e, su tutti, il magnifico "Bolero" di Ravel. Nel "Bolero", immaginifica visione Pop ed essenza di tutto il film, assistiamo incuriositi a quella che si rivela essere la nascita della vita. Tutto prende avvio da una bottiglietta di CocaCola (gettata sul nostro pianeta da una qualche entità aliena) e, pian piano, evolve verso forma di vita sempre più complesse e insieme mostruose: i movimenti della continua metamorfosi si fondono alla perfezione, in uno strepitoso prodigio di animazione, con la ritmicità insita nella partitura di Ravel. La metafora sulla civiltà del consumo è chiara.

Nel complesso il film, sebbene risenta inevitabilmente del confronto con il "precedente illustre", si distingue per freschezza, originalità e stile. Grande lavoro da un punto di vista strettamente tecnico, realizzato in contesti quasi pionieristici (molti problemi si ebbero ad esempio nella fase di sincronizzazione delle immagini alla musica), è frutto della sinergia tra il genio bergamasco di Bozzetto e una nutrita schiera di collaboratori (Laganà e Manuli soprattutto). Oggi SanPaolo, in collaborazione con la Barn, ne ha editato una ottima versione in DVD completamente restaurata e ricchissima di approfondimenti interessanti sulla genesi del film. Consigliato.

Voto personale: 8+

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“Roma”

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Passeggiata attraverso la città eterna, con Federico Fellini come Virgilio. Coloratissima e rumorosa congerie di voci, volti, suoni, luoghi. Nell’immaginario del regista, Roma è al pari di Rimini un luogo della memoria venato di nostalgia: ed è la Roma del regista che si materializza dinanzi agli occhi dello spettatore. A Fellini non interessa la realtà e l’oggettività, egli è proiettato da sempre verso un cinema irreale e soggettivo: "Roma" non fa eccezione.  Lo sottolinea lo stesso regista (che compare nel film) con distacco ironico: egli nel film gira un altro film, una sorta di documentario: quanto di più lontano rispetto alle sue vere intenzioni.

Molte le sequenze da ricordare: il grande ingorgo sul raccordo anulare (in gran parte ricostruito a Cinecittà), la visita alle due case di tolleranza, la sfilata di moda religiosa (grande prova del costumista Danilo Donati). Magnifico il finale, con una banda di moderni centauri che nella notte sfreccia per le vie di una Roma sorniona e affabulatrice, che usa i suoi monumenti per sedurre il visitatore. Cammeo per Anna Magnani (alla sua ultima apparizione sul grande schermo) e per lo scrittore americano Gore Vidal. Altre apparizioni di personaggi celebri (Alberto Sordi e Marcello Mastroianni) furono tagliate per volere del regista dalle copie destinate al mercato estero.

Voto personale: 8

“Il sapore della ciliegia”

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Mai quanto negli ultimi tempi i mass media italiani (e la televisione in particolare) hanno abusato di una locuzione peculiare della lingua italiana: il senso della vita. Volendo essere estremamente sintetici (e anche parecchio approssimativi!) possiamo affermare che per Kiarostami il senso della vita è racchiuso nel…sapore della ciliegia. Prima di addentrarci nell’analisi del film è opportuno spendere due parole per conoscerne l’autore. Abbas Kiarostami è quello che si definirebbe un intellettuale a 360 gradi: nasce come fotografo, utilizza da 30 anni con grande originalità il mezzo cinematografico, scrive poesie, ama con passione la sua terra (quell’Iran ancora oppresso da una teocrazia asfissiante).

Il film, vincitore della palma d’oro a Cannes (pare che il giurato Nanni Moretti, grande ammiratore di Kiarostami, abbia svolto un ruolo determinante nell’assegnazione del premio), sceglie di affrontare un tema difficile e controverso come il suicidio. All’inizio del film ne conosciamo il protagonista: un uomo sulla quarantina, apparentemente benestante, che guida la sua auto in cerca di qualcuno o di qualcosa, attraversando la periferia di Teheran. Solo dopo un certo lasso di tempo, apprendiamo che egli sta in qualche modo "organizzando la sua morte" e cerca qualcuno disposto a seppellirlo una volta che per lui sarà finita davvero. Solo adesso si entra nel cuore del film e ci si inizia ad inoltrare nello scabroso sentiero tracciato dal regista: egli ci conduce alla scoperta delle reazioni degli "altri" difronte alla negazione della vita. Sono tre i personaggi che interagiranno con il protagonista e che si comporteranno in modo diverso dinanzi alle sue insolite richieste. La paura assalirà un giovane soldato, il desiderio di dissuadere da quel gesto in nome di Dio animerà un religioso, la vera saggezza sarà incarnata da un anziano signore, il quale ha tentato in giovinezza di togliersi la vita me è stato salvato dalla dolcezza un albero di gelso. E’ proprio quest’ultimo personaggio ad alludere al "sapore della ciligia", alla luna nel cielo, al mutare delle stagioni, nel disperato tentativo di infondere un po’ di speranza nell’animo del protagonista. Il film si conclude con un finale aperto e con un richiamo alla "realtà della finzione" attraverso un magnifico pezzo di cinema nel cinema (stilema molto caro a Kiarostami).

Da un punto di vista stilistico il cinema di Kiarostami è stato più volte accostato ai neorealisti per la sua essenzialità e per la sua purezza cristallina. "Il sapore della ciliegia" non fa eccezione: la semplicità e la "idea di reale" (eccetto che negli ultimi 3 minuti il film non ha alcuna colonna sonora musicale) si sposa, tuttavia, ad una grande padronanza delle tecniche cinematografiche. Tipico esempio di "slow movie", nel "Sapore della ciliegia" ricorrono campi lunghissimi, piani sequenza interminabili, splendidi giochi di luce e di fotografia, numerosi fotogrammi a lungo statici e immagini simmetriche costruite per "incorniciare" i protagonisti. Quello che emerge da questa magnifica pellicola è senz’altro un fervido amore per il cinema, per l’arte e per la vita in generale.

Voto personale:9

The meaning of Cinedrome

Dunque, comiciamo con chiarire il senso di questo neonato (ed ennesimo) cineblog: quello che "cinedrome" vuole diventare è un luogo privilegiato per il contatto e lo scambio di opinioni tra amanti della settima arte. In particolare mi piacerebbe che si riuscisse a parlare di pellicole oggi sepolte sotto pesanti coltri di oblio e che non meritano questo triste destino. Artisti del calibro di Bunuel, Welles, Hitchcock, Wilder, Dreyer, Ford, Peckinpah, Bergman, Vigo, Bresson meritano di essere conosciuti da un pubblico giovane oggi troppo abulico e appiattito in materia di gusti cinematografici. La stessa riscoperta dovrebbe coinvolgere i grandi numi tutelari del cinema di casa nostra: da Fellini ad Antonioni, da Monicelli a Pasolini, da Risi a De Sica, da Leone a Visconti. Sul versante "contemporaneo" poi cercheremo di approfondire la conoscenza di registi emergenti del panorama internazionale. In poche parole parleremo solo e soltanto di Cinema, con la C maiuscola possibilmente!Un occhio particolare sarà dedicato alle più interessanti uscite in DVD che il mercato ci propone e a segnalazioni di passaggi televisivi.Ogni contributo originale e appassionato sarà ben accetto!. Il blog offre poi un già ricco pannello di link di sicura affidabilità (ovviamente sarà aggiornato di frequente).

Oltre a recensioni, opinioni e punteggi troveranno posto sul blog anche trivia, curiosità, quiz, locandine, aforismi e altre simpatiche sorprese cinefile.

A presto e … fatemi sapere!!!

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