“Il Codice da Vinci”

Che il libro fosse ben costruito, ma furbo e grossolanamente mistificatorio era cosa nota. Che Ron Howard fosse un regista mediocre di film mediocri era chiaro a tutti. Che sarebbe stata tentata la scalata economica al mega-blockbuster era ovvio. Detto questo anche io mi sono volontariamente piegato alla visione del film, più per un desiderio di completezza (avendo letto il libro) che per vera e propria curiosità.

ilcodicedavinci

E’ inutile dilungarsi su osservazioni propriamente cinematografico-stilistiche per un film del genere (al massimo si dovrebbe sottolineare l’appiattimento generale delle grosse produzione hollywoodiane degli ultimi 5-10 anni: da King Kong ai vari Signori degli Anelli, dagli Harry Potter alle crociate, passando per le vite di Alessandro Magno o di Achille piè veloce, quello che resta è soltanto uno spaventoso cattivo gusto). Mi limiterò a due osservazioni strettamente tecniche:

a) la sceneggiatura è in molti tratti ridicola e confusa. Il risultato ottenuto è il seguente. Lo spettatore che ha letto il libro è annoiato dalla pedissequa riproposizione delle pagine scritte e disapprova i (minimi, ma sciagurati) cambiamenti apportati nello script. Lo spettatore che non ha letto il libro è frastornato da un’affastellamento troppo serrato di colpi di scena a raffica e si perde nei meandri di una trama ellittica ed allusiva.

b) il doppiaggio rasenta il grottesco. Conferire alla protagonista (antipatica) e al poliziotto interpretato da Reno (stereotipato) un fastidioso accento francese per tutta la durata del film è puerile e assurdo. A questo punto non si capisce perchè Teabing non sia stato doppiato con accento inglese (ammesso che il doppiaggio in ITALIANO possa ancora conservare l’impronta del "sentito da un americano", cosa a mio parere inconcepibile).

In conclusione. Il film non riesce laddove il libro aveva il suo punto di forza, ovvero nella costruzione a incastro della trama. Resta solo qualche ripresa salvata in parte dalla bellezza degli scenari utilizzati (Saint-Sulpice, l’esterno del Louvre, Rennes-Le-Chateau), il resto costituisce un’ennesima non richiesta "americanata". That’s all folks!

Voto: 5