“Piano…piano, dolce Carlotta”

carlottaIl cinema americano, tra gli anni 50 e i 60, ha raggiunto esiti straordinari nel genere del cosiddetto psico-thriller. Si tratta di film, sostenuti da un sapientissimo lavoro di sceneggiatura, tutti basati sull’indagine psichica introspettiva dei personaggi principali: i traumi, il vissuto, il rimosso, le nevrosi e le ossessioni diventano materia narrativa perfetta, specialmente se a metterli in scena sono attori di statura drammatica fuori discussione. Penso ai grandi film interpretati da James Dean, Liz Taylor e Bette Davis in particolare, e penso a registi come Kazan, Huston, Stevens, Aldrich. Su Aldrich mi soffermo con questo post, per spendere due parole sul seguito-non seguito del fortunato "Che fine ha fatto Baby Jane?", ovvero "Piano, piano…dolce Carlotta". E’ un film del 1965, diretto da Aldrich e interpretato da un terzetto di attori classici niente male: Bette Davis, Olivia de Havilland e il grandissimo Joseph Cotten. Dicevamo, seguito-non seguito. Se avete visto "Baby Jane", in questo film troverete gran parte delle sue atmosfere tese e lugubri e troverete la Davis, ma non troverete (aimè) Joan Crawford (diciamolo, è forse la mia preferita in assoluto…) sostituita da una pur degnissima De Havilland. La Crawford pare fu costretta a rinunciare al progetto del seguito per problemi di salute, e così gli sceneggiatori apportarono sostanziali modifiche allo script per inserirvi il personaggio della De Havilland, nel primo ruolo da villain della sua carriera. La storia è quella della non più giovanissima signorina Carlotta Hollis (Davis) che, tormentata dai ricordi di un passato gravido di eventi traumatici, pare non essere in grado di "elaborare il lutto" e si trincera in una casa fatiscente (un po’ alla "Viale del tramonto") assistita unicamente da una governante bizzarra ma fedele. L’arrivo della cugina (De Havilland), con il suo bagaglio di ricordi e di nodi non risolti, mette lentamente a soqquadro la mente già disturbata della povera Carlotta. Cotten, amico medico decisamente poco deontologico, fa il resto. Fortunatamente il provvidenziale arrivo di un finto giornalista, in realtà agente assicurativo, riuscirà a risolvere il mistero insito nel passato di Carlotta, e le permetterà di non sentirsi più un enigma per sè stessa. Il film si giova di 3 recitazioni a dir poco grandiose e di una regia che, nel suo bianco e nero contrastatissimo e caravaggesco, sfiora il sublime. Grande tensione, momenti quasi "baviani", e aggiungetevi una musichetta ossessiva e inquietante. La relazione Cotten-Davis nel film mi ha ricordato incredibilmente quella tra Boyer e la Bergman nel film di Cukor  "Angoscia": un altro esempio di manipolazione psichica e di lenta "induzione alla follia". Le coincidenze aumentano se si pensa che in "Angoscia" Cotten ricopre il ruolo del buono, mentre in "Carlotta" lo stesso Cotten è uno dei due cattivi.

Voto personale: 8+

9 risposte a ““Piano…piano, dolce Carlotta”

  1. Devo assolutamente recuperare ANGOSCIA che, se non ricordo male, mi avevi già consigliato. Mi sai dire se si trova in vendita?

    Su questo che dire? A prescindere dal fatto che quando vedo la Davis non capisco più nulla (anche in un film deboluccio come Schiavo d’amore, riesce a prendere in mano la situazione e a portare a casa un’interpretazione memorabile) mi sembra che si possa parlare anche in questo caso di quasi capolavoro del genere, anche se è un gradino sotto il memorabile “Baby Jane”

  2. A partire da lunedì 28 maggio 2007 sarà on line su http://www.playthelab.it NseriesLovesCinema, il primo progetto nato dalla convergenza tra diversi media e strumenti di comunicazione che vedrà gli spettatori partecipare attivamente allo sviluppo e realizzazione della storia come autori o come attori.
    Collegandosi al laboratorio creativo http://www.playthelab.it si potrà accedere alla prima traccia da seguire per partecipare come autori o come attori all’episodio iniziale di “Tigri di carta”, l’unico serial movie interamente realizzato dali utenti.
    Un serial-movie, in 14 episodi della durata di 3 minuti ciascuno, che fonde il cinema con il fumetto. Due grandi attori italiani come Alessandro Haber e Rocco Papaleo saranno i protagonisti di questo serial che nasce sotto il segno del noir e porterà il pubblico in un mondo tanto surreale da essere reale. Sarà solo grazie ai contributi che gli spettatori vorranno fornire sia in qualità di autori che di attori che la storia prenderà vita nella sua forma più completa e finale. Il serial sarà coprodotto con On my Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, già fondatori della Mikado ed in collaborazione con Medusa Multicinema.
    Il risultato finale sarà una contaminazione di stili e tecniche: in fase di lavorazione del serial, alcune ambientazioni fotografate con il multimedia computer Nokia N95 o filmate con il Nokia N93i, saranno trattate in post produzione e integrate con il girato realizzato con la tecnica Chroma key che, inserendo gli attori in un ambiente costituito unicamente da un fondale verde, permette di ottenere effetti speciali di grande suggestione che imprimeranno al serial-movie un tono da Graphic Novel.
    Il fumetto diventa così uno degli elementi fondamentali nella realizzazione di questa sperimentazione e per questo Nokia Nseries non poteva che coinvolgere due grandi protagonisti di questo mondo. A “guidare” tutti i partecipanti sul sito http://www.playthelab.it , che da anni si è avvalso della partecipazione di alcuni grandi protagonisti del cinema internazionale tra i quali Terry Gilliam, Wim Wenders, Ferzan Ozpetek, Valeria Golino , ci saranno infatti Lorenzo Bartoli, autore del famosissimo fumetto cult John Doe, e Daniel Zezelj, visionario e poetico illustratore nonché autore di famosissime “graphic novels” per il New York Times Book Review, la DC Comics e non solo.

  3. @Iggy:”Angoscia” lo trovi tranquillamente in DVD in una decorosa edizione Warner a disco singolo, il film merita davvero, una bella regia di Cukor e anche lì tre attori magnifici. “Carlotta” diciamo che anche secondo me è inferiore a “Baby Jane”… ma davvero di pochissimo e solo per la mancanza di una leonessa come la Crawford che con la Davis faceva scintille… in tutti i sensi! saluti e torna a farmi visita!

    @Amosgitai: ci scambiamo i link? a presto…

    Pickpocket83

  4. La Davis per me è ciò che è Dio x i cristiani, pensa te!:-)..Nessuno come lei ha portato sul grande schermo quei persoanggi dotati di sublime stronzaggine, quella cioè che ti fa capitolare con sguardi, sopracciglie rialzate e fumate assassine.Concordo con voi nel dire che questo seguito-non-seguito(ed è vero!) sia inferiore a “Baby jane” ma quest’ultimo era la perfezione e ripetere la perfezione è praticamente impossibile. La Crawford pur odiandola (maledetta!!!!!)in quel film è spaventosamente brava e se la davis ha raggiunto quei picchi è merito anche suo.

  5. Mr. Davis, ma il tuo nick è un omaggio alla mitica Bette, di cui ti professi apostolo? se sì, voglio entrare pure io in quella setta…salutoni, ti linko subito subito e auguri per il neonato blog!

    Pickpocket83

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...