“Blood simple – sangue facile”

 

Pistolettate al sangue, tradimenti incrociati, sguardi cattivi ed imbecilli che non vogliono morire. Nel folgorante esordio dei fratelli Coen, rilettura affilata e sagace del noir americano, c’è questo e molto altro. Ci sono quattro personaggi in cerca d’autore: un lui (padrone di un bar di terz’ordine, accecato da gelosia morbosa), una lei (la sempre presente e bravissima Frances MacDormand, in un ruolo chiave), l’altro (protagonista di alcuni indimenticabili momenti alla Detour) ed un sordido investigatore privato. C’è una sceneggiatura costruita con perizia ingegneristica, dove ogni tassello si incastra alla perfezione nel meccanismo e dove ogni carta è giocata nel momento giusto. Dopo una prima parte che ci mette un pochino a carburare, il film cresce in una vertiginosa climax di suspance miscelata ad una buona dose di gustosissimo humor nerastro. Per tutto il film, il ritmo serrato dei colpi di scena segue quello arroventato dei colpi di pistola. Non mancano incursioni/escursioni all’insegna del grand-guignol, qualche gustosa “tarantinata” (diremmo oggi, ma è Tarantino ad aver “rubato” da questi film!) e diversi più o meno sotterranei omaggi cinefili. C’è poi una sequenza finale assolutamente strepitosa, da antologia, giocata su multipli giochi di “perforazioni” corporee ed architettoniche. Ottima fotografia, firmata Barry Sonnenfeld, prima che passasse dietro la macchina da presa. Colonna sonora composta dal fedelissimo Carter Burwell. Il successivo (e bellissimo) “Fargo” è in qualche modo filiazione diretta (e sviluppo) di questo film. Un altro capitolo del viaggio Coeniano nell’america profonda. L’america dei ventilatori che continuano a girare nonostante tutto. L’america dei sepolti vivi. L’america dove per un pugno di dollari si falsificano foto ed esistenze.

 

Voto personale: 8

 

NOTA A MARGINE: Visione consumata con sommo gaudio nel Circolo Vizioso del buon Tranello. E’ stata la prima che ha beneficiato delle fondamentali migliorie tecniche apportate alla struttura…alle prossime visioni! Circolo vizioso Uber alles

13 risposte a ““Blood simple – sangue facile”

  1. …un gran bel film!!!
    Davvero!!
    La scena finale era veramente stupenda… Ma quella della goccia era ancora di più!!!
    Saluti

  2. uno dei coen che mi mancano!
    lo metto subito in lista, chissà perchè lo ignoravo!
    qualche problema potrebbe causarmela la perizia ingegneristica al massimo, he he

  3. @Simone: Ti potrebbe piacere, decisamente…poi facci sapere. Ciao!

    @Tranello: Lei coglie nel segno, dottor Tranello…la cosa finale della goccia è un’autentica genialata. Saludos e grazie per la visita col vestito buono (loggato).

    @Honeyboy: Beh…la perizia ingegneristica non è necessariamente roba per ingegneri…in lista questo film, di corsa! by!!

  4. @Cinemasema: He he…senza fretta. Il film merita, questo sì. Alla prossima…

    @Ale55andra: Anche tu Coen? ma davvero? che coincidenza…vengo subito a leggere da te allora!

  5. questo mi manca! vedo che c’è anche Frances MacDormand che mi ha fatto grande impressione in Fargo e in L’uomo che non c’era.

  6. @Mash84: La MacDormand è come al solito bravissima, con quella sua recitazione tra il sornione e il naif. Te lo consiglio…anche per valutare la capacità e il talento di questi due fratelli qui…piazzare come opera prima un film del genere non è cosa da tutti! ciao, grazie per la visita

    @Cinedelia: Guardali entrambi…magari non ravvicinatissimi tra loro nel tempo perchè potresti forse trovarli troppo simili…hanno parecchio in comune. Ma restano due grandi film, “Fargo” per me un po’ superiore.

  7. @EddieValiant: Arizona Junior mi manca…lo inserirò nel mio parcorso Coen (me ne mancano ancora di importanti). Ciao e grazie per i complimenti al blog…
    P.S. Se ti va, ti propongo uno scambio link. A presto

  8. Ineccepibile ed imprescindibile. Come (buona parte) dell’opera dei Coen.
    Due che molto raramente sbagliano un film e quando lo fanno è perché lavorano “su commissione”.
    Io attendo con ansia “No country for old men”

    Ciao,
    Mr. Hamlin

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