“Arca Russa”

Flusso ininterrotto di percezioni piano-sequenza stream of consciousness visita guidata nel labirinto di Dedalo e Icaro stream of visions  volare alto fino a sfiorare il sole poi cadere ali di cera disciolte dal calore Mino(taurus) di colliquazioni imperiali dittatori guerre lapidi tombe per la bellezza bare morte e vita fuori dalla finestra il mare in tempesta Ulisse navigare sempre necessario nella storia nella vita nel tempo l’Arca alleanza di salvezza primato dell’Arte nei saloni nei walzer stranieri in uniforme delegazioni diplomatiche superfici tangibili marmi del Canova spasmi oculari Van Dyck Tintoretto colori forme tele olio materia carne spirito anima Pietro e Paolo scismi divisioni mine inesplose nel popolo alla ricerca della sua matrice fondante prima dell’incendio Palazzo d’Inverno fiamme cenere rivoluzioni “sei polvere e polvere ritornerai” domani andare avanti guardando cosa c’era prima le radici dell’essere nel tempo fuori dal tempo nel mondo fuori dal mondo lontano sotto un cielo grigio freddo neve ghiaccio

 

La percezione visiva umana fa a meno di ogni forma di decoupage per sua stessa natura. Nel momento in cui le immagini del reale scorrono davanti a noi, il nostro apparato visivo non può permettersi di assemblare pezzi di visione a suo piacimento (questa operazione la possiamo solo compiere indirettamente attraverso le forbici affilate del ricordo) ed è quindi costretta a registrare “in continuo” tutto quello che occupa il suo campo visivo. Il piano-sequenza è quindi semplicemente la forma di sintassi cinematografica che più si avvicina allo sguardo fattuale dell’uomo sulla realtà. “Arca Russa”, se ne è parlato (persino a sproposito) parecchio in giro, è un film miracolosamente costruito su un unico, immenso, sublime piano-sequenza della durata di 94 minuti. Mai nel cinema era stata portata a termine un’impresa del genere. Andando a memoria e basandomi sulle limitate conoscenze in mio possesso, ricordo che un tentativo di elusione/elisione della punteggiatura del montaggio fu effettuato dal grande Alfred Hitchcock nel lontano 1948 con lo splendido “Rope”. Hitchcock, allora pesantemente vincolato alla “materia” delle pellicola e dei nastri, fece tutto il possibile per aggirare l’ostacolo-artifizio del “taglio” e girò un film di circa 80 minuti ricorrendo ad un numero limitatissimo di stacchi (se non sbaglio 4 o 5) giusto in corrispondenza della fine delle bobine utilizzate. Grazie all’uso del digitale e di particolari supporti hard-disk, Sokurov è riuscito a superare questo grandissimo limite imposto dall’utilizzo della pellicola. E tuttavia girare un unico piano-sequenza di tale mostruosa lunghezza ha portato inevitabilmente a fare i conti con una serie di altri ostacoli di varia natura: organizzativi, artistici, concettuali. E’ giusto impostare un intero film su un concetto di natura tecnico-stilistica? Come gestire la pachidermica macchina organizzativa di un film di tale portata (quasi 1000 attori, luci, costumi, sonoro) navigando a vista, con la pistola puntata alla tempia e con l’incubo del dettaglio che magari all’80esimo minuto distrugge la perfezione di tutti i 79 minuti precedenti? Come ottenere il massimo della perfezione stilistica in una situazione così improba da un punto di vista tecnico? Il massimo, almeno secondo chi scrive, è stato senza dubbio alcuno ottenuto. Obbiettivi centrati sotto tutti gli aspetti. Chi ha parlato di sterile esercizio di stile dimostra di non essere riuscito a comprendere (o peggio di non aver voluto comprendere) quello che c’è dentro l’Arca di Sokurov.

 

Il piano-sequenza di Sokurov è il flusso della storia della Russia. Un grande paese che ha conosciuto epoche gloriose, personaggi storici di altissimo profilo, esiti artistici sublimi. Un paese che agli occhi degli stranieri, degli europei (e quindi anche del misterioso europeo che come un fantasma si aggira per le stanze del film) ha sempre rappresentato una specie di enigma, e che come tale non ha mai smesso di esercitare un suo ambiguo potere di fascinazione su di essi. Ma la Russia è anche un paese che in epoche più recenti ha sperimentato la cesura, la dieresi, il baratro della miseria più cupa. Riannodare le fila di quel discorso, superare i traumi multipli di guerre sanguinose e dittature liberticide, cercare di “ricordare”e di riappropriarsi (in quanto nazione) di un immenso patrimonio storico-artistico sedimentato nei secoli e di colpo ricoperto da uno spesso strato di fuliggine. Questo è forse quello che più importava ad Alexander Sokurov nel momento in cui girava  “Arca Russa”. Nella continuità di un piano-sequenza, posando il suo sguardo ora sulle tele di Rembrandt ora sui decori di Raffaello, Sokurov ha firmato una sublime dichiarazione d’amore per il suo paese e per il cinema stesso. Rigorosamante in soggettiva.

 

Voto personale: 10

19 risposte a ““Arca Russa”

  1. bè, dirti che mi fa piacere che tu l’abbia trovato un capolavoro è persin poco (sono veramente commosso)
    questo per me è un film monumentale, incredibile, perfetto
    gran bel post, complimenti! (il flusso iniziale poi, straordinario)

  2. Ne ho sentito parlare moltissimo, ma purtroppo non l’ho ancora visto. Una lacuna da colmare al più presto. Comunque, indipendentemente da ogni altra considerazione, resta un’operazione tecnicamente strabiliante.
    Infine consentimi di ringraziarti per aver ricordato/citato “Nodo alla gola”, uno degli Hitchcock meno amati, che personalmente annovero tra i miei preferiti.

    Un saluto,
    Mr. Hamlin

  3. @Honeyboy: Come si fa a non apprezzare un film così??? :-)) Guarda, sai quanto ero entusiasta alla fine della visione. Ora davvero vorrei vederlo una seconda volta per goderne ancora, ed è probabile che alla seconda visione il “10” possa essere pure poco…esaltante. Devo ringraziare chi me lo ha suggerito, one more time…Tutta colpa di queste persone se continuano a fioccare voti così alti! 😉

    P.S. Il flusso iniziale è un piccolo giochino para-letterario, senza troppe pretese

    @Mr.Hamlin: Allora ti consiglio caldamente di vederlo! poi mi dirai. La citazione dello zio Alfred era doverosa, anche per me “Nodo alla gola” è una perla di film. Ciao!

  4. Recensione monumentale, per un film (come ha detto giustamente honeyboy) altrettanto monumentale…
    Grazie (anche) ai nuovi mezzi Sokurov è riuscito a fare quello che il Genio Hitchcock aveva ipotizzato e cercato di fare: hai fatto bene a sottolinearlo.

    Un saluto

    Chimy

  5. MAi visto niente di Sokurov, sarebbe il caso di recuperare, che dici?;)
    Questo poi mi intriga molto, come a suo tempo mi ha intrigato Nodo alla gola (che giustamente citi), film ingiustamente sottovalutato (persino dalla stesso Hitchcock, il che fa pensare quanto fosse perfezionista).
    Un saluto!

  6. non l’ho mai visto. affascinante l’opera, affascinante la recensione: credo che non farò mancare il film tra le mie prossime visioni.

  7. capolavoro! Concordo in pieno e tutt’altro che esercizio di stile…
    Immenso Sokurov nella perfezione, non c’è altra parola, di questo film..
    Assolutamente da vedere “Madre e figlio” e “Moloch” secondo me altri 2 capolavori…

  8. E devo ammettere anche io la mia lacuna Sokurov! Inizierò a colmarla proprio da questo film, di cui ho sentito parlare spesso, ma mi è sempre mancata la spinta per affrontarlo. Questa bella recensione mi spinge a farlo!!

  9. Mamma mia mi hai fatto venire i brividi e non è la prima volta. Ovviamente sono sicura che questo film sia un capolavoro, del resto un unico piano sequenza!!!
    Anche io devo recuperare Sukrov e non solo e sicuramente inizierò con questo!

  10. @Chimy: No…addirittura recensione monumentale..mi metti in gravissimo imbarazzo con questi aggettivi! Comunque grazie di cuore! io dal canto mio non posso non dire grazie a Sokurov, dal più profondo del cuore…

    @Cinedelia: Sarebbe??? e me lo chiedi? he he…Molto molto diverso rispetto al film di Hitchcock, ma dire che merita una visione è dire poco. Anch’io ho approcciato da poco la filmografia di Sokurov: sono solo a due film ma per nulla intenzionato a fermarmi qui! ricambio il saluto, mio caro amico della BAT 😉

  11. @Lilith: Dici bene…un film magnetico ed ipnotizzante. Consigliatissimo, vedilo poi ci dirai. Ovviamente se poi non ti dovesse piacere, sarai autorizzata a prendertela con il sottoscritto 🙂

    @ClaudioCasaz: Perfezione, perfezione, perfezione. “Madre e figlio” l’ho visto (altra opera pazzesca) e “Moloch” lo sto cercando, anche se pare abbastanza irreperibile. Ciao!

  12. @Iggy: Perfetto, mi fai felice! film così grandi , ma anche così poco pubblicizzati e diffusi meriterebbero davvero un altro tipo di ribalta…ci sforziamo tutti quanti di mettere “in rete” la nostra passione, quindi sapere che una mia rece possa fornire uno stimolo per vedere un film del genere mi fa enormemente piacere. A presto

    @Ale55andra: Non è che c’hai la febbre? :-)))
    Comunque sì: per Sokurov parti da “Arca Russa”, e di certo sarai catturata anche tu dalla meraviglia. A presto.
    P.S. Te lo ripeto per l’ennesima volta: se un giorno per sbaglio dovessi capitare nel capoluogo avvisami che ci prendiamo un bel caffè insieme! alla prossima 😉

  13. sokurov è un autore che mi ero ripromessa di vedere, ma che purtroppo non sono ancora riuscita ad approfondire. ho visto soltanto “i giorni dell’ eclisse” (fortuna che c’è ghezzi!), bellissimo. “il piano-sequenza di sokurov è il flusso della storia della russia” questa frase è splendida, per me il piano-sequenza rimane l’ inquadratura per eccellenza, quella che riesce a carpire e trasmettere emozioni in modo favoloso.

  14. pickpocket83: moloch è passato dal matto di ghezzi con tutte le eleglie e Taurus (per me inferiore a madre e figlio e moloch).
    bello che per fare Hitler (in moloch) e Lenin (in taurus) ha usato lo stesso attore… incredibilmente somigliante a l’uno e all’altro…

  15. @Monia86: Concordo con te! E “Arca russa” è proprio la radicalizzazione di questo modo di fare cinema in continuo. Guardalo, sono sicuro lo apprezzeresti. “I giorni dell’eclisse” l’ho registrato da Ghezzi ma non l’ho ancora visto. Lo farò a breve. Un saluto! verrò presto a farmi una bella lettura corposa da te, preparati 😉

    @ClaudioCasaz: Non mi pare del tutto casuale questa scelta sugli attori…”Taurus” sono riuscito a recuperarlo, Moloch e le elegie ancora no. Grazie per le informazioni.

  16. Grande, grandissimo Sokurov. L’Arca russa mi ricorda la vita, perché (come ho già detto in un commento) la vita è un unico ininterrotto piano sequenza. Un film difficile da realizzare, complesso, eppure il risultato è sotto gli occhi di tutti. Se fossi in grado di votare non riuscirei a dare le cinque “palline” perché troppo poche. Strepitoso il flusso di coscienza iniziale.

  17. @Cinemasema: La vita è un unico ininterrotto piano-sequenza. Quanto hai ragione! un caro saluto e grazie per i complimenti al mio piccolo esperimento sintattico iniziale 😉

  18. Questo ce l’ho.. lo tengo lì buono buono, ma ancora nn mi sento pronta a vederlo!
    Magari la tua rece può essere uno stimolo!
    Ti farò sapere!!

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