“Non è un paese per vecchi”

<<Qualche tempo fa ho letto sul giornale che certi insegnanti avevano ritrovato un sondaggio inviato negli anni Trenta a un certo numero di scuole di tutto il paese. Era stato fatto un questionario sui problemi dell’insegnamento nelle scuole. E loro hanno ritrovato i moduli compilati e spediti da ogni parte del paese, con le risposte alle domande. E i problemi più gravi che venivano fuori erano tipo che gli alunni parlavano in classe o correvano nei corridoi. O masticavano la gomma. O copiavano i compiti. Roba così. E allora avevano preso uno di quei moduli rimasto in bianco, ne avevano stampate un po’ di copie e le avevano mandate alle stesse scuole. Dopo quarant’anni. Be’, ecco le risposte. Stupri, incendi, assassini. Droga. Suicidi. E io ci penso a queste cose.

Perchè il più delle volte, quando dico che il mondo sta andando alla malora, e di corsa, la gente mi fa un mezzo sorriso e mi dice che sono io che sto invecchiando. E che quello è uno dei sintomi. Ma per come la vedo io uno che non sa capire la differenza fra stuprare e ammazzare la gente e masticare la gomma in classe è messo molto peggio di me. E quarant’anni non sono mica così tanti. Magari fra altri quaranta la gente avrà aperto gli occhi. Sempre che non sia troppo tardi.>>

("Non è un paese per vecchi", C. McCarthy)

14 risposte a ““Non è un paese per vecchi”

  1. @Cinemasema: Scappa a vederlo, e se ti garba il film prendi in considerazione anche il libro. Un ottimo libro davvero.

  2. Ho adorato il film e spero di riuscire a leggere il romanzo al più presto. Impossibile che possa deludermi 🙂

    Ciao,
    Lorenzo

  3. Bellissimo il film, leggerò presto il libro.
    Se si parla di perfezione del passaggio letteratura-cinema non possiamo dimenticare Il Padrino, parte I e II…
    Scusate la banalità.

  4. @Toomuchstoned: Non è mai banale citare una cosa ENORME come “Il Padrino”, film per cui ho una venerazione quasi religiosa. Il libro di Puzo invece non l’ho letto, ma so che anche quello non scherza. Grazie per la visita

  5. il libro nasconde e conserva qualche piccola gemma, ma la collaborazione tra Coppola e Puzo ha appianato qualsiasi incongruenza nella trasposizione.
    Ps: tornando al film dei Coen, cosa ne pensate del finale? Non so nel libro, ma nel film è possibile interpretare il sogno e trovarci diversi significati…

  6. @Toomuchstoned: Il racconto del sogno che chiude il film è presente identico nel libro. In effetti è abbastanza criptico come significato…a me erano venute in mente un paio di interpretazioni possibili. Comunque penso che il padre dello sceriffo a cavallo e con la torcia accesa, nel sogno, incarni un’idea di morte (che è tutt’uno con l’idea stessa di “passato”). Un passato che è sempre più “passato” e al quale anche lo sceriffo pensa fortemente di appartenere…magari però ci possono essere altre interpretazioni valide.

  7. Il finale è perfetto: come con tutti i sogni, eccetto quelli sulle vacche magre, è quasi impossibile dare un significato esatto a delle sfumature e ognuno trova giustamente la propria interpretazione.
    La luce lunare nella torcia del padre fa pensare ad una sana e serena vita ultraterrena, e personalmente ho trovato anche un pò di invidia da parte dello sceriffo per il destino paterno che gli ha permesso di vivere in un mondo più a portata d’uomo e soprattutto di morire prima della vecchiaia, risparmiandosi quell’insopportabile sensazione di estraneità che ormai ritrova anche in casa, gli è entrata dentro. E’ troppo tardi.

  8. @Toomuchstoned: Vero…concordo con te. Ottima e calzante la tua visione. Percepibile, come tu dici, il senso di distanza tra lo sceriffo e suo padre. A presto.

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