“I predatori dell’arca perduta”

La Storia, di quelle con la S maiuscola, è cominciata nel lontano 1981. Con un cappello sgualcito, una frusta ed un archeologo decisamente atipico sperduto nel cuore della Foresta Amazzonica. Nel 1981 molti di noi non erano nati, qualcuno stava per farlo, altri ancora erano soltanto un’idea nell’empireo mondo. Sono passati la bellezza di ventisette anni da allora. Molte cose sono cambiate. Eppure: “I predatori dell’arca perduta” resta qualcosa di semplicemente inamovibile dal panorama mentale di un bambino (di allora, di oggi) cresciuto nel mito di Indiana Jones. Tecnicamente non un super-eroe. Semmai un super-uomo: in senso puramente fumettistico però, senza dare al concetto pericolose sfumature nietzchane. Non c’è volontà di potenza in Indiana Jones: lui la potenza l’ha sempre combattuta con le armi dell’intelligenza. Lo abbiamo seguito fin sulle cime innevate del Nepal e sotto il sole cocente del deserto egiziano. Abbiamo sempre fatto il tifo per lui, sapendo in cuor nostro che non ne aveva bisogno e che se la sarebbe cavata alla grande anche nelle situazioni più assurde. I nemici? quelli con la svastica nera, facile riconoscerli. Una equazione semplice e chiara anche per la mente di un bambino. I nazisti, i fascisti, i violenti, i prevaricatori sono il male assoluto. Sempre. Comunque. Una cosa di una ovvietà lampante. Ma che a quanto pare sfugge ancora a troppe persone, da quello che è dato sentire in giro: persone che di certo non hanno avuto il dottor Jones tra i loro educatori. Si sono persi qualcosa di sicuramente più formante rispetto ad una lezione di catechismo o una lettura del “Mein Kampf”, questo è poco ma sicuro. 

 

 

 

Indubbie le qualità tecniche e artistiche dietro (e dentro) l’intera operazione “Indy”, geniale frutto dell’intelligenza simbiotica spielbergolucasiana. Più ancora che rispetto a “Guerre Stellari” nel progetto “Indiana Jones” c’era la volontà di creare qualcosa che riuscisse a racchiudere in sé l’ “accessibilità” di un cinema (stupidamente) definito di consumo, l’attenzione e la cura posta nella realizzazione tecnica e (soprattutto) la capacità di auto-alimentare il suo stesso mito. Un mito in grado di oltrepassare facilmente barriere di genere (i film di Indiana Jones possono essere definiti film “d’avventura”, ma hanno delle sequenze action di ineguagliabile splendore, e non sono privi di momenti “leggeri”, di sfumature horror o parentesi in rosa). Un mito di cinema tuot-cuort: iperbolico, romantico, totale. Un mito a cui da queste parti siamo parecchio affezionati. Che travalica persino le dimensioni di spazio e tempo, arrivando a frantumare/segmentare il reale per ricreare nel filmico un proprio personale sistema di assi cartesiane su cui ruota, frenetica e senza soste, la sfera di una sceneggiatura sempre calibrata al millimetro. Nelle parole febbricitanti di Enrico Ghezzi: “Bisogna arrivare all’apparente banalità buonsensistica del tutti questi viaggi mi invecchiano pronunciato da Harrison Ford nei “Predatori dell’arca perduta” per trovare perfettamente assimilata, digerita, normalizzata la nozione einsteniana del tempo come spazio del cinema proposta di colpo e con tanta oggettività da 2001”. Direi che c’è da dargli ragione. Noi siamo pronti a ripartire…non senza aver fatto prima altre due soste importanti però…

20 risposte a ““I predatori dell’arca perduta”

  1. Recensione magnifica.

    La quoto tutta e in particolare questa frase:
    “Si sono persi qualcosa di sicuramente più formante rispetto ad una lezione di catechismo o una lettura del “Mein Kampf”, questo è poco ma sicuro”. Perfetto…

    E tra 15 giorni si ritorna in pista per la quarta volta… attesa alle stelle ^^

    Chimy

  2. @Chimy: Mamma mia…attesa alle stelle anche per me! sto contando i giorni! e per sentire di meno (o forse di più ^^) l’attesa ho avviato una bella “rievocazione” completa…era il caso che qualcuno lo facesse! in giro, permettetemi, noto un silenzio ASSORDANTE sul ritorno del dottor Jones tra di noi! dopo quasi 20 anni!! Possibile che ci sia così poco entusiasmo???

    Un salutone :))

  3. l’entusiasmo c’è, cerchiamo solo di contenerlo un attimo che qui non si vede l’ora di andare al cinema
    insomma, datecelo SUBITO!
    parlando del post [che è bellissimo, cavolo], mi sa che una revisioncina del film me la faccio, dai
    (torno a ribadire che ghezzi è un pazzo scatenato ^^)

  4. Ripartiamo ripartiamo subito! Dateci Indie!
    Ghezzi sia benedetto per tutto ciò che ci fa vedere – e se non fosse per lui… – all’una di notte, ma spesso lo ammazzerei quando parte per la tangente e se ne esce con certe frasi senza senso.

  5. @Honeyboy: Ghezzi è IL pazzo scatenato :)) E la revisioncina non sarebbe affatto una cattiva idea, mi sento di approvare la mozione

    @Noodles: Questo è vero. Però le sue frasi senza senso sono senza ombra di dubbio le migliori frasi senza senso che abbia mai sentito. 😉

    @Ale: Recuperiamoli tutti allora! il secondo e il terzo capitolo saranno comunque oggetto di appositi post qui su Cinedrome nelle prossime settimane. Un salutone

  6. Gran bella recensione. Inutile aggiungere altro! Posso solo dire di essere molto legato a questo film. Una delle mie prime visioni consapevoli e ragionate! Siamo venuti alla luce contemporaneamente, con l’unica differenza che lui non mostra i segni del tempo, mentre io inizio ad avere i capelli bianchi…

  7. @Shepp: Ecco, invece nel mio caso si trattò di una delle prime visioni in assoluto. Quindi del tutto INconsapevole e Sragionata. E credo che con questo film sia in fondo nata in me la famosa “magnifica ossessione” che poi ha fatto palesare Cinedrome e il sottoscritto nella blogosfera. A presto 😉

  8. Un film visto diverse volte, sempre emozionante (e le emozioni mi sono riaffiorate leggendo la tua recensione), per me il migliore dei tre. Attendo il quarto episodio,

  9. Bella recensione per il forse migliore film della saga, almeno fino ad ora. Sul quarto aspetto, come tutti, abbastanza trepidante.

  10. @Luciano: Ti ringrazio! Di certo il migliore dei tre. A me piacque moltissimo anche il terzo episodio però, ma avremo modo di parlarne in seguito… Il quarto lo attendiamo ECCOME!

    @Conte: ha ha! prontamente corretto il refuso. Anche se, devo ammettere, era un piccolo capolavoro di stile.

    @LeonardHap: Grazie anche a te. Il quarto ovviamente lo aspettiamo nella trepidazione anche da queste parti. A presto

  11. @Damiani: Grazie! Più che una recensione (“recensire” Indy mi suona quasi blasfemo :)) ) un doveroso omaggio scritto col cuore.
    Ci saranno altri due step intermedi prima della nuova uscita, ovviamente…a presto

    Saluti anche dal capitano Koons

  12. Bella recensione, mi ha fatto tornare in mente quando da piccolo guardavo in continuazione i 3 episodi (in particolare, devo dirlo, “Indiana Jones e il Tempio Maledetto”).

    Insomma come lo vedi il 4° capitolo (finalmente) in arrivo? (se ripenso che ne sento parlare da quando avevo circa 6 anni mi fa davvero strano pensare che uscirà il 23 maggio!)

    Però, scusa tanto, ma devo proprio dirtelo, l’unica frase che a mio parere potevi risparmiarti è
    ” Una equazione semplice e chiara anche per la mente di un bambino. I nazisti, i fascisti, i violenti, i prevaricatori sono il male assoluto. Sempre. Comunque. Una cosa di una ovvietà lampante. Ma che a quanto pare sfugge ancora a troppe persone, da quello che è dato sentire in giro: persone che di certo non hanno avuto il dottor Jones tra i loro educatori. Si sono persi qualcosa di sicuramente più formante rispetto ad una lezione di catechismo o una lettura del “Mein Kampf”, questo è poco ma sicuro.”

    Unica parte della recensione che ho trovato un po’ retorica, scontata, inutile e parecchio semplicistica!

    (senza contare che il “mein kampf” è una lettura interessante, e che Friedrich non me lo devi toccare!:-P)

  13. @Zenn: Il quarto capitolo lo si attende con ansia, e da tempo immemore. Vedremo! attesa comunque alle stelle.

    Su quella considerazione: la devi inserire nel contesto di un post dedicato a un film di Indiana Jones. E’ “semplicistica” e magari infantile (forse, e forse volutamente) nella misura in cui scaturisce da un film che penso non abbia pretese di elevata riflessione filosofica.
    Aggiungo: Sarà “semplicistica” ma è comunque una cosa in cui credo davvero. Sentire in giro di ragazzini di sedici anni che idolatrano OGGI un simbolo come la svastica, sinceramente mi mette addosso tanta tristezza. Significa che qualcosa non quadra. “Inutile”: forse sì. Spero di no: magari qualcuno per caso legge e comincia a comprendere che bruciare i capelli ad un compagno di classe non è proprio un gesto di cui andare fieri. Magari mi illudo. Sicuramente mi illudo.

    P.S. Nessuno ti tocca Friedrich. Alcune sue pagine (la rifessione su Apollineo e Dionisiaco per esempio) le considero tra le più belle di tutta la letteratura filosofica. Però sai bene come è stata distorta la sua visione e che disastri ha, di riflesso, prodotto. Il mio era giusto un accenno, nulla di più. Sul “Mein Kampf”: sicuramente interessante, ma potendo personalmente scelgo altro

    Un saluto 😉

  14. Dio benedica Magnum PI, se non fosse stato per lui, al posto del beneamato Ford, ci sarebbe toccato vedere Tom Selleck…^^

    Cmq Hype assoluto per il quarto capitolo!

  15. La mia soglia d’entusiasmo verso il 4° Indy è inversamente proporzionale rispetto al numero dei giorni che ci separano dall’uscita in sala del film.

    Detto ciò, avevo visto questi tuoi post, ma volevo tenermeli in caldo per il week end da dedicare al dottor Jones. Ma… no, non ce l’ho fatta! 🙂

    Bella sintesi per un film DAVVERO di culto.
    Ora vado immediatamente a leggermi le altre due recensioni.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

  16. @Mr. Hamlin: Quindi oggi dovremmo raggiungere il livello di allerta… siamo in due.

    Un super SUPER cult, lo ribadisco se mai non lo si fosse capito.
    Un saluto e grazie per l’ “affetto” verso il dottor Jones e verso questi tre post che indegnamente lo hanno voluto omaggiare :))

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