“Focaccia Blues”

 

Il fatto, di qualche anno fa, fu di quelli in grado di compiere il giro del mondo in molto meno di 80 giorni. La “vera storia della focaccia che mangiò l’hamburger” si conquistò presto spazio sulle colonne dei maggiori quotidiani nazionali ed esteri, da Liberation al New York Times. Illustri sociologi della globalizzazione indicarono in questa piccola “rivincita” di Davide su Golia un segno di cambiamento possibile, una piccola ma significativa rivoluzione. Che tendesse a riportare al centro dell’essere pienamente “globale” di tutti la natura identitaria di ciascuno. La cultura gastronomica locale come veicolo identitario privilegiato, quindi. Nulla che avesse a che fare con una violenta crociata di contrapposizione ideologica contro le multinazionali del sapore: tutt’altro. La voglia (e il gusto, soprattutto) di scoprire strade e percorsi alternativi, pasti (e posti) non omogeneizzati/omologati/triturati in nome del consumo di massa. A distanza di alcuni anni da quella vicenda, il regista barese (originario di Gravina di Puglia) Nico Cirasola, apparso di recente anche nelle vesti di attore in alcuni film del salentino Edoardo Winspeare, ha scelto di trasferire quel frammento di storia dentro la cornice di un singolare esperimento di docu-fiction. “Focaccia Blues”, interamente girato ad Altamura, nel luogo del delitto, è una divertente e divertita mistura di colorite interviste (ad esercenti, esponenti delle istituzioni, famiglie locali) con una specie di trama fictionale naif per intero ambientata nel cuore del centro storico della Leonessa di Puglia. E’ la storia di Dante Cappiello, ortofrutticolo trasognato e allampanato, che a bordo di un tre-ruote (chiaro rimando all’underground barese scuola Piva di “Lacapagira”) saprà conquistare il cuore di una procace paesana nonostante l’arrivo di un appariscente “straniero” con il nome che inizia per M. Riuscire a rimanere in comunicazione empatica con il respiro della sua terra sarà la ricetta segreta del suo successo. Il piano documentaristico delle interviste e quello fictionale sono continuamente giustapposti, arrivando persino a fondersi sovrapponendosi nella profondità di campo di uno stesso fotogramma. A rendere ancora più articolata la struttura narrativa del film, una serie di gustosi sketch dal sapore meta-cinematografico che vedono la partecipazione (gratuita) di diversi personaggi di comprovata pugliesità. Michele Placido è il proiezionista del film, nostalgico custode della pizza-focaccia. Lino Banfi e Renzo Arbore sono il barese e il foggiano in eterna disputa chiamati alla realizzazione di un finto spot per la promozione della Puglia tutta ed indivisibile. Nicki Vendola è il gestore-governatore di un cinema in crisi, che sa a memoria tutte le battute dei film di Totò. La pellicola, inutile dirlo, è diventata un cult istantaneo per chi (come chi scrive) nei luoghi del film ci è nato e cresciuto. Per tutti gli altri spettatori rappresenta una tappa altamente consigliata lungo un ideale itinerario slow-food cine-gastronomico.  Per apprezzare al massimo l’esperienza si rende necessario però, finita la proiezione, un incontro ravvicinato e “a caldo” con la protagonista del film. Nei luoghi dove il film è stato girato, ovviamente. Organizzatevi: sono sicuro che non ve ne pentireste.

 

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10 risposte a ““Focaccia Blues”

  1. Scusami tanto, ma con tutta onestà non riesco proprio a capire come dare un giudizio tanto entusiastico a questa pellicola. Io per vedere il film non ho pagato e alla fine mi sono anche fatto un paio di risate, ma se avessi speso i soldi del biglietto per vedere una cosa del genere me la sarei alquanto presa con chi me l’avesse consigliata. Insomma, quattro stelle vogliono dire che il film è quasi un capolavoro, e mi dispiace, ma Focaccia Blues può essere un esperimento carino, ma alla fine è pur sempre un marchettone alla Puglia, niente di più e niente di meno.
    Chiedo venia per l’intromissione ma sarei davvero curioso di sapere i motivi di cotanto entusiasmo oltre che a quelli elencati nella recensione…
    AP

  2. ellallà addirittura??? Io già l’avevo archiviato e il tuo post mi fa saltare il dubbio… M’hai messo un certa curiosità. Va dunque visto?

  3. @AP: I motivi dell’entusiasmo sono quelli che leggi nel post. L’entusiasmo nasce dal vedere il proprio paese, la propria terra (in questo caso la mia) “raccontata” sul grande schermo con ironia e leggerezza, attraverso le vie del sapore (vie secondo me fondamentali, e parlo da buona forchetta). La valutazione del film è quindi assolutamente soggettiva e totalmente “affettiva”. Tutto qua. Ovvio che non si tratti di un capolavoro. Capisco anche che tu possa averlo trovato un “marchettone alla Puglia”.

    @Noodles: Ribadendo che la mia valutazione è (come sempre del resto su cinedrome) una valutazione “di cuore”, secondo me a questo film (distribuzione permettendo, ci solo sono una decina di copie in giro per l’Italia) un morso glielo si può dare. 🙂

  4. visionato stasera;
    più che un film un documentario-inchiesta su un fatto realmente accaduto, ma a mio modesto parere abbastanza gonfiato.
    tornando alla pellicola, mi sono piaciute (ovviamente) le ambientazioni, la genuinità della gente comune prestata al cinema e i colori caldi di questa piccola e meravogliosa parte di mondo..
    p.s. vendola scandaloso come attore!

  5. Molto interessante. Spero di poterlo vedere (ma è al cinema o c’è già il DVD?). Comunque l’idea di vedere un film edibile mi fa venire l’acquolina in bocca. Se non dovesse piacere alla vista spero almeno piaccia al gusto 😉

  6. @Andrea: Oh, il primo commento altamurano su questo film. 🙂

    Direi che alla fin fine abbiamo apprezzato le stesse cose, e non poteva essere altrimenti. Vendola abbastanza carente sul piano attoriale, sì. Ma si è messo in gioco con una certa auto-ironia. Cosa sempre apprezzabile.
    Saluti murgiani 🙂

    @Cinemasema: Al gusto non può non piacere, fidati. :))
    Il film è uscito una settimana fa nelle sale, in una decina di copie che stanno circolando in questi giorni in Italia. La distribuzione purtroppo sarà un po’ fortunosa… speriamo che prima o poi ne esca un DVD.

  7. …per me che tratto di alimenti.. e per me che ne vado a parlare domani davanti ad una commissione…
    il film é senza dubbio apprezzato di piú da chi ha visto per strada o conosce personalmente gli attori di questo film.. su questo non ci piove…
    in ogni modo penso sia un buon “prodotto”, realizzato in maniera intelligente ed originale…
    TraNello

  8. Spero di riuscire a vederlo anche se la distribuzione non è entusiasmante. Sono pochi i cinema che lo proiettano.
    Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli come se la cavano?

  9. @Tranello: Vai a parlare domani davanti ad una commissione di Focaccia Bluuuss?? Fantastico! E poi? Buffet di focaccia e funghi cardoncelli murgiani per tutti? :))
    Statti accuorto… e stanotte sognati Pierino che indica il fungo e ti dice “In hoc signo vinces”.
    A tomorrow.

    @Memole7: Dante Marmone e la Schiavarelli se la cavano, sebbene il loro elemento di baresità linguistica (percepibile credo solo ai non autoctoni) stona un pochino con il contesto altamurano. Comunque sia, ci accontentiamo.

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