A journey through: Losteyeways

Pickpocket83: Benvenuto, Lost. Questo è il primo appuntamento su Cinedrome con una rubrica che periodicamente tenterà di portare i lettori dei blog ad un contatto un più diretto e ravvicinato con i blogger. Ammesso che i lettori siano davvero interessati a questo. Sei a tuo agio?

 

Losteyeways: Certamente, a Cinedrome mi sento come se fossi a casa mia. Per l’occasione mi sono messo in mutande.

 

Pick: Ne siamo lieti.

 

Lost: Anche le mie pudenda accaldate.

 

Pick: Cominciamo parlando dello stato di salute generale del cineblogging. E’ sotto gli occhi di tutti , specie sulla piattaforma di splinder, che sia preda di un infiacchimento diffuso. Sembra che tutto il fenomeno attraversi un periodo di crisi. A cosa la attribuiresti? La domanda, me ne rendo conto, è impegnativa.

 

Lost: Sono quasi sicuro che sia tutto un complotto della sinistra comunista ed antilibertaria, alla quale è notoriamente invisa la libertà di espressione. Però probabilmente ci sono cause più profonde, che posso solo provare ad accennare.

 

Pick: Potremmo provarci.

 

Lost: La comunicazione via web ha conosciuto negli ultimi anni una veloce evoluzione che ha seguito un cammino di progressiva semplificazione e velocizzazione. Si è passati dalle ormai vecchie pagine web, pesanti, statiche e verbose, ai blog: più veloci, più sintetici e dinamici. Il blog evidentemente non era un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza: pensiamo al fenomeno tumblr, per esempio, che propone una piattaforma di micro-blogging che privilegia la comunicazione istantanea, spesso affidata a semplici immagini, o brani musicali ed in cui la parola scritta assume un ruolo ormai marginale. Se poi aggiungiamo il boom di Facebook, ecco che le possibile cause della crisi dei blog possono sembrare un tantino più chiare. Probabilmente c’è anche altro, ma la mia capacità di analisi (quando sono in mutande) non riesce ad andare oltre un certo punto.

 

Pick: Quindi, in sostanza, pensi che l’avvento di nuove piattaforme più versatili e “leggere” (facebook, tumblr, twitter) abbia sottratto appeal al blogging?

 

Lost: Personalmente, utilizzo anche io Tumblr. Twitter e Facebook, ma cerco di utilizzarli come accessori, mezzi complementari ed ausiliari, che aiutino il mio blog ad aumentare il bacino di lettori. Però mi rendo conto che per la loro leggerezza (anche in termini di impegno) siano una tentazione forte ad abbandonare un tipo di comunicazione più elaborata ed approfondita. Si, è possibile che tanti abbiano ceduto per percorrere strade più semplici.

 

Pick: Torniamo al capitolo cineblogging.

 

Lost: Torniamoci.

 

Pick: Quali sono le caratteristiche che deve possedere un cineblog ideale per riuscire a catturare la tua attenzione di lettore-internauta?

 

Lost: Un cineblog per catturarmi deve innanzitutto sapersi sintonizzare sulle mie frequenze emozionali, di gusto e cinefilia snob. Non deve fossilizzarsi sull’attualità cinematografica chè tanto ormai la si trova pure dentro i pacchi di patatine, ma deve scavare nella ricca miniera delle opere più oscure e spesso ingiustamente trascurate. Inoltre deve saper proporre letture non convenzionali, coraggiose ed anche spietate, ma senza alcuna traccia di spocchia, che mi fa sempre allergia. Un giusto substrato di umorismo ed autoironia è indispensabile. Poi deve anche saper attirare il mio occhio perchè, da buon scopofilo quale sono, il blog non lo leggo soltanto ma lo guardo. Mi piace quindi che le parole siano poste dentro una degna scenografia.

 

Pick: Dacci 3 buone ragioni per cui credi che il tuo blog meriti di essere letto.

 

Lost: Addirittura tre ? Non ti sembra di essere troppo ottimista ?

 

Pick: Ce la puoi fare.

 

Lost: Prima di tutto perchè è un blog assolutamente anarchico e fancazzista. Non vi prenderà molto tempo: non dovrete scomodarvi a visitarlo spesso, perchè tanto il tempo per scrivere è sempre pochissimo, il che mi porta necessariamente a privilegiare una scrittura sintetica e, spero, diretta.

 

Pick: Siamo a quota uno.

 

Lost: Secondo motivo: Peeping Tom, nella sua perversione (ci)necrofila, ha il desiderio di  proporre visioni originali, delle quali non si parla sovente nella blogosfera, privilegiando magari titoli persi ormai nelle pieghe del tempo o ingiustamente sbertucciati dalla critica più ingessata e seriosa. Soprattutto cercando di trovare spunti interessanti di riflessione anche da pellicole che apparentemente parrebbero meritevoli del macero.

 

Pick: E siamo a due.

 

Lost: La terza è dura perchè impone al lettore un ulteriore sforzo di sospensione dell’incredulità

 

Pick: Siamo pronti alla sospensione. Abbiamo tutte le sospensioni a posto.

 

Lost: Da recenti studi condotti presso l’università di Tubinga, è emerso che su un campione di mille lettori di sesso maschile di Peeping Tom (a proposito, mi devono ancora spiegare dove li hanno trovati) il 40% abbia sviluppato capacità extrasensoriali quali la visione a distanza, la capacità di guardare attraverso gli abiti e di comprendere l’eloquio di un senatore qualunque della Lega Nord. Il restante 60% invece ha mostrato condizioni di salute soddisfacenti, salvo qualche raro caso di narcolessia o di stipsi ostinata. Sintomi che comunque tendono a scomparire non appena ci si allontana dal monitor. In ultima analisi leggere Peeping Tom non fa male. E questo mi pare già tanto.

 

Pick: Sono notizie che sicuramente faranno la felicità di molti lettori.

 

Lost: Io farei leggere Peeping Tom ai miei figli. Senza alcun timore.

 

Pick: Faresti educare i tuoi figli da Peeping Tom?

 

Lost: E secondo te chi li educa? La mamma? Fosse per lei potrebbero guardare tranquillamente Hanna Montana o Amici di Maria De Filippi. Io preferisco tirarli su a pane e Bava.

 

Pick: Su Bava ci torniamo dopo. Il Cineblogger Trivia Award è giunto alla conclusione della sua quarta tappa, tra l’altro da te dominata. E’ stata, lungo il suo cammino, una esperienza molto interessante. Ci sai dire qualcosa sul suo prosieguo? Ci saranno altre tappe?

 

Lost: Ci sarà a breve un’altra tappa che concluderà la prima edizione. Spero ovviamente che ci saranno altre edizioni  e che possano coinvolgere nuovi blogger anche al di fuori della piattaforma di Splinder.

 

Pick: Andiamo con un giro di domande a risposta secca.

 

Lost: Vai, facciamoli secchi.

 

Pick: Gli ultimi 3 film che hai visto.

 

Lost: “Antichrist”, “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave”, “Sepolto vivo”.

 

Pick: Come hai trovato il film di Von Trier?

 

Lost: Mi è rimasto attaccato addosso, tanto che non sono ancora riuscito a scriverne. E non è detto che io lo faccia. Non scrivo di tutti i film che vedo. L’ho trovato potente, disperato. E’ un film che deve essere visto. Poi si può decidere di amarlo o odiarlo. Ma è ciò che un film deve fare: mettere in moto il cuore ed il cervello. E Antichrist lo fa.

 

Pick: Gli ultimi 3 film che hai visto al cinema.

 

Lost: “Antichrist”, “Wall-E”, “Kung Fu Panda”.  Dura la vita di un papà, vero ? Tra l’altro “Kung Fu Panda” lo so già a memoria. E con questo ho detto tutto.

 

  Pick: L’ultimo libro letto.

 

Lost: “Cent’anni di cinema italiano”,  di Brunetta. Non il nanetto, eh. Poi racconti sparsi di Poe.

 

Pick: L’ultimo libro comprato.

 

Lost: “Ricordando l’apocailsse” di Kurt Vonnegut, autore che amo oltre ogni dire.

 

Pick: L’ultimo DVD comprato.

 

Lost: Domanda difficile. Devo guardare sullo scontrino qual è l’ultimo della lista. "Hardware" di Richard Stanley.

 

Pick: 3 DVD che ritieni imprescindibili e consiglieresti a chiunque di comprare.

 

Lost: Odio questa domanda! Potrei metterci secoli, anzi di più, per rispondere. Ed intanto potrebbe essere giunta la fine del mondo. Ti dirò tre dei film che amo di più, così tagliamo la testa al toro.

 

Pick: No! Parliamo di DVD. Edizioni particolarmente degne, o meritevoli. Magari di film altrettanto degni.

 

Lost: Eh .. allora la cosa cambia (resta una domanda crudelissima).

 

Pick: Ne sono consapevole.

 

Lost: Allora buttiamoci sulla roba grossa, restando però sul mercato italiano altrimenti non ci si raccapezza più.

 

Pick: Mercato italiano, assolutamente.

 

Lost: La prima cosa che mi viene in mente, perchè ce l’ho qui vicino sullo scaffale, è il box di "Twin Peaks" ,la "Definitive Gold Box Edition". Ben 10 dvd.

 

Pick: Cose per cui non sia necessario stipulare un mutuo?

 

Lost: Cose per le quali vale la pena stipulare un mutuo!

 

Pick: Andiamo su cose che potenzialmente ogni lettore potrebbe permettersi, diciamo: tetto massimo 25-30 euro. Sono già moltissimi soldi.

 

Lost: Sicuramente “8 e mezzo”, anche se la Medusa non meriterebbe i vostri soldi.

 

Pick: E’ un ottimo DVD qualitativamente ma scarnissimo sul fronte extra. Mi pare ci sia solo una soporifera introduzione di Maurizio Porro. Ancora un titolo.

 

Lost: "Quarto potere" edizione a doppio disco. Con un bel disco di extra molto interessanti. tra l’altro ad un        prezzo popolarissimo. Così bilanciamo i debiti per Twin Peaks.

Pick: Bene. Il peggior DVD in assoluto che hai comprato. L’edizione che più ti ha fatto incazzare per il suo livello qualitativo.

 

Lost: Qui ci sarebbe da riempire pagine intere. Però l’incazzatura più recente è quella procurata da una indegna edizione di "Ombre rosse". Sembrava il riversamento da una VHS mangiucchiata da un cane idrofobo. Se cercate "Ombre rosse" meglio rivolgersi al mercato estero.

 

Pick: Conosco quella edizione. Il tuo eroe dei fumetti preferito.

 

Lost: Non sono mai stato un grande lettore di fumetti. Li sto riscoprendo solo da poco, prediligendo però quelli non basati su un "personaggio-eroe". Ultimamente sto scoprendo Batman. Ma quando ero ancora imberbe impazzivo per Lupo Alberto. Quando faceva ancora ridere. Vado invece letteralmente matto per le opere (perchè più che di fumetti si tratta) di Dino Battaglia. Amo Dino Battaglia.

 

Pick: Hai a disposizione un budget illimitato per produrre un film. Pensi ad un adattamento di un’opera di Lovecraft. Chi scegli come regista?

 

Lost: Sei un sadico. Lo affiderei a Lucio Fulci, così avrebbe finalmente i soldi che meritava .

 

Pick: Ma purtroppo Fulci non è più su questa terra. Scegliamolo tra i registi viventi.

 

Lost: Potrei utilizzare parte del budget per resuscitarlo, con il rimanente farebbe comunque un gran film. Oppure proverei a chiamare Lars von Trier.. chi sa cosa ne verrebbe fuori…

 

Pick: 3 buone ragioni per cui un lettore di questo post dovrebbe assolutamente vedere “Papaya dei caraibi”.

 

Lost: La prima ragione  è Laura Gemser, che è sempre una gioia ammirare. Poi Papaya  è il paradigma di quel genere porno-esotic-horror praticamente inventato dal grande Joe D’amato. Ed infine perchè può essere sempre istruttivo soppesare  i rischi  di un rapporto orale. Vero Presidente ?

 

Pick: Mi sembrano 3 ottime ragioni.

 

Lost: Io lo farei proiettare nei fine settimana a Villa Certosa, che ne dice?

 

Pick: Idea illuminata. Cosa pensi della critica cinematografica “cartacea” in Italia?

 

Lost: Non saprei esprimere un giudizio complessivo, anche perchè non mi affanno certo a leggere la critica cartacea. Mi affido più serenamente agli amici cinebloggers e a qualche nome selezionato, gente che ormai sento vicina per gusto e passioni. Gervasini, Pier Maria Bocchi, Andrea Bruni. Spesso anche Giona A. Nazzaro e pochi altri. Per il resto mi pare che lo scenario sia alquanto sconfortante.

 

Pick: Cosa pensi di Pino Farinotti?

 

Lost: Mah. Un compilatore di dizionari. Nulla più.

 

Pick: C’è un piccolo inserto video che la redazione ha preparato per lei.

 

Lost: Ohibò.

  Lost: Ohhh. Ma questo è praticamente il filmino della mia infanzia. Cinema puro.

Pick: La scopofilia è una pulsione fondante del fare (e consumare) cinema. Perché hai scelto il riferimento a un film come “Peeping Tom” per il titolo del tuo blog?

 

Lost: Perchè in “Peeping Tom” c’è tutto il cinema nella sua essenza. Peeping Tom è il cinema. Peeping Tom sono io. Ecco scusa, Puoi metterti un attimo di profilo? Si ecco, così…

 

Pick: Ci approssimiamo alla fine di questa intervista. Dacci la tua Top3 di film horror, quelli che credi abbiano formato e deformato di più il tuo occhio di spettatore.

 

Lost: Altra domanda infida.

 

Pick: Il finale delle interviste è sempre irto di domande infide.

 

Lost: In rigoroso disordine e con la certezza di lasciar fuori titoli fondamentali: "La notte dei morti viventi" di Romero, capostipite dell’horror moderno, "Halloween" di Carpenter e ci metterei anche "L’esorcista" che per un po’, ero ragazzino, mi tolse il sonno. Se mi è permesso vorrei ricordare, fuori classifica, anche "La mosca" con il grande Vincent Price, che fu uno dei primi horror che vidi. In un tardo pomeriggio, dalla nonna, mentre mangiavo per merenda un panino con i pomodori secchi, cominciai ad avere un inusitato rispetto per le mosche.

 

Pick: Un vero e proprio imprinting.

 

Lost: Un’infanzia rovinata.

 

Pick: Siamo quasi alla fine. Ti nominerò dieci registi. Dovrai darmi rapidamente per ognuno un aggettivo (uno e uno solo) e citarmi il suo film (uno e uno solo) che credi lo rappresenti meglio, o quello che più ami. So che sarà difficile. Ti chiedo quest’ultimo sforzo. Pronto?

 

Lost: Prontissimo.

 

Pick: Lucio Fulci.

 

Lost: Eclettico, “L’Aldilà… e tu vivrai nel terrore”.

 

Pick: Sergio Leone.

 

Lost: Epico, “Per un pugno di dollari”.

 

Pick: Blake Edwards.

 

Lost: Affilato, “Hollywood party”!

 

Pick: Roger Corman.

 

Lost: Versatile, “Il pozzo e il pendolo”.

 

Pick: Tim Burton.

 

Lost: Immaginifico, “Sweeney todd”.

 

Pick: John Woo.

 

Lost: Lirico. “The killer”.

 

Pick: David Cronenberg.

 

Lost: Profetico, “Videodrome”.

 

Pick: Roman Polanski.

 

Lost: Sinistro, “Rosemary’s baby”.

 

Pick: John Carpenter.

 

Lost: Anarchico. “La cosa”.

 

  Pick: Mario Bava.

 

Lost: Ironico. “I tre volti della paura”.

 

Pick: Andrai a votare?

 

Lost: Certo!

 

Pick: Grazie Lost, abbiamo finito.

 

Lost: Se mi è concesso vorrei aggiungere solo una cosa.

 

Pick: Ci mancherebbe.

 

Lost: Smentisco categoricamente tutte le dichiarazioni qui sopra riportate, poichè sicuramente manipolate e stravolte dalla stampa notoriamente dominata dalla sinistra comunista ed illiberale. Leggete Peeping Tom e solo tra le sue pagine troverete la Verità.

 

Pick: Sai che oggi non si può fare propaganda politica, Lost.

 

Lost: Ah, non lo sapevo! Ma ormai … Sarà sufficiente una smentita. Mai fatta propadanga politica. Lo smentisco categoricamente. E se non fosse sufficiente smentisco la smentita.

13 risposte a “A journey through: Losteyeways

  1. Bellissima rubrica.

    Fra le tante risposte belle e interessanti, sottoscrivo la definizione “Un compilatore di dizionari” per Farinotti che è perfetta :).

    Un saluto a entrambi

    Chimy

  2. @Chimy: Contento che la rubrica sia stata di tuo gradimento. Speriamo che i prossimi ospiti della rubrica lo siano altrettanto. :))

    @Cinemasema: Grazie, Luciano!
    Un saluto

  3. Ringrazio l’amico Pick per la bella immagine che orna l’intervista, e per la ghiotta opportunità di sparare un po’ di cazzate ^_^

  4. Bella, davvero bella idea.
    Complimenti al blogger organizzatore e all’ospite 😀
    E sinceramente, per Cronenberg l’aggettivo profetico calza a pennello.

    Grandi!

  5. @Lost: Grazie a lei. E comunque: ammesso che siano cazzate, in mutande acquistano tutto un altro peso specifico.

    @SLec: L’intenzione era quella.
    Un saluto, e grazie per l’apprezzamento.

    @Al: Sì… Lost ha scelto bene. Ti aspettiamo per un tuo parere anche sulle prossime puntate.

  6. L’alleato Lost non avrebbe mai parlato così, Pick è chiaramente un comunista che ha manipolato le parole del littorio Lost per screditarne la littoria figura. 🙂
    Saluti.
    Para

  7. Ma che bel post! Non me l’aspettavo!! Lost è il mio preferito, lui lo sa! Certo che poteva mettersi almeno i pantaloni per questa intervista, ahah!
    Comunque bellissimi e azzeccatissimi gli aggettivi ai registi!

  8. be’ v siete appena fatti un affezionato lettore. non perderò i prossimi incontri. ^^
    anche perchè così colgo l’occasione di rubare dei consigli su registi che conosco (ancora) poco.

  9. @Para: Sarà chiamato a rispondere di queste pesanti dichiarazioni.
    🙂

    @Ale: Lost ha dato il meglio di sè!

    @Noodles: Bene! Ci fa piacere sapere che sarai tra il pubblico per i prossimi incontri.

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