“The Limits of Control”



Cinema come macchina del tempo e dello spazio. Come tappeto volante fluttuante nelle dimensioni senza tempo degli spazi interstiziali, del vagabondare sradicato e del moto perpetuo. In orbita in “The limits of control” ci sono frammenti siderali di tutto il cinema già attraversato da Jim Jarmusch. C’è il cinema di molti suoi miti e sodali (Alfred Hitchcock e Aki Kaurismaki). Ci sono i corpi lost in space di tanti suoi attori/amici, c’è il corpo errabondo e muto di Isaach de Bankolè. Corpi vicini solo per un attimo, come astri che percorrono traiettorie orbitali diverse e che si sfiorano solo per un istante di decisiva importanza. In una ideale, e immaginifica, staffetta che conduce alla eliminazione di qualsiasi senso o direzione. Film sulla percezione e sulla persistenza di immagini e suoni, onde luminose e onde sonore. I protagonisti del film di Jarmusch, tutti senza nome, sono tele bianche (in attesa di essere dipinte) e casse di risonanza viventi: archivi semoventi di immagini già viste e suoni già sentiti, divenuti imprescindibile bagaglio individuale. Nel loro percorso/missione promuovono il definitivo sabotaggio di ogni rigido oggettivismo applicato all’arte e all’esistenza. E il potenziamento di ogni forma di esperienza sensoriale e percettiva. La fotografia (straordinaria, di Christopher Doyle) e la colonna sonora (splendida, di Boris) mai come in questo film sono valori aggiunti al servizio di una esperienza audio-visiva di devastante e delirante bellezza. No limits, no control.

[*****]

12 risposte a ““The Limits of Control”

  1. come sei riuscito a vederlo? Per vie "traverse"?

    Sarà da Maggio che aspetto di vederlo, leggendone più male che bene, e la tua recensione mi fa sperare tantissimo.

    Tob Waylan

  2. @Tom Waylan: E’ uscito in mezzo globo… tra qualche ora sarà finanche disponibile in DVD negli States. E per film del genere vale il detto "Se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da Maometto". Inutile aspettare le calende greche della pessima distribuzione italiana.

    Il film in America è stato massacrato, dici bene. Non me ne stupisco. E’ un film facilissimo da distruggere e che "sta sempre con un piede su una canoa". Richiede anche che si salti sul suo treno con spirito di autentico vagabondare jarmuschano, senza porsi troppi perchè e percome.

    Saluti

  3. Ah bon, già speravo in qualche remota proiezione italiana.
    In quanto a spirito Jarmuschano non ci sono problemi, è uno dei miei registi preferiti in assoluto.
    Grazie, Tob

  4. Ancora una volta la nostra simpatica e inefficiente distribuzione supera ancora una volta se stessa dopo il ritardo drammatico di "The mist" (ma sono infiniti i casi di distribuzione ritardata o addirittura di mancata distribuzione, ahimè). Jarmush è un regista che ammiro, per questo spero di poter vedere questo suo nuovo film (mi farò giustizia alla Callaghan mi sa).

    Saluti Pick.
    AlDirektor

  5. @Rob: Remotissima, ma prima o poi mi auguro sinceramente ci sia.

    @Iosif: Two espresso in separate cups. 😀

    @Al: Puoi andare a vederlo in: Germania, Austria, Svizzera, Romania, Finlandia, Israele, Repubblica Ceca, Hong Kong, Australia, Svezia, Giappone, Nuova Zelanda, Spagna, Russia.
    Non hai che l’imbarazzo della scelta.

    @Chimy: Godi, godi… e secondo me goderai parecchio (e parecchio di più) quando lo vedrai…
    Almeno, ci spero. 🙂

  6. Credo ti convenga… Non è ancora stata resa nota una data di uscita del film in Italia, e pare potrebbe anche non uscire per nulla.

  7. mi è piaciuto molto!
    l'attenzione ai particolari, come nel discorso con la bionda, è anche riposta nella scelta della colonna sonora.
    I Boris infatti sono attualmente dei pionieri della musica sperimentale drone, e le loro produzioni hanno una forte connotazione "ciclica" anche se sottilmente variata.

    bello bello

    mask

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