L’amico di famiglia

 

 

Per comprendere qualcosa in più del personaggio Andreotti disegnato all’interno del “Divo” di Paolo Sorrentino può essere utile vedere (o rivedere) i due precedenti lungometraggi di questo avventuroso e spettacolare cineasta. Nelle “Conseguenze dell’amore” il protagonista del film (uno straordinario Toni Servillo, successivamente reincarnato proprio nelle sembianze del presidente D.C.) è un uomo solitario, notturno, di poche parole, appesantito da troppi segreti e dagli inquietanti misteri che avvolgono il suo passato. E’ un uomo che trascorre la sua esistenza di confine/confino dentro la prigione di un passato inconfessabile. Il senatore Giulio Andreotti è un suo perfetto analogo, maschera solcata dalle stesse ombre, schiavo di un ricordo dolorosissimo e tragicamente vivo (il fantasma di Aldo Moro). Nelle fattezze mostruose e grottesche di Geremia dei Geremei, totem e icona dell' "Amico di famiglia" è percepibile invece, in nuce, la volontà di rappresentazione di un corpo specchio della nefandezza interiore. Geremia è un freak tanto quanto lo è l’Andreotti sorrentiniano, a metà strada tra aracnide, mummia e vampiro. Davvero mirabile la “gestione” del personaggio da parte del regista partenopeo, in grado di guidare lo spettatore verso una articolata gamma di sentimenti verso la figura di Geremia: dalla curiosità alla pietà, passando per la fascinazione e il ribrezzo più assoluto. Stupisce che qualche noto critico della carta stampata al momento dell’uscita del film abbia parlato di film “molto curato nel linguaggio e poco importante come soggetto”. Quella di Geremia “Cuore d’oro” è una caratterizzazione straordinaria, di per sé validissimo “soggetto” portante del film, nonchè ideale prologo alla memorabile rappresentazione del Divo Giulio. Attendiamo con ansia il ritorno dietro la macchina da presa di Paolo Sorrentino. Sean Penn sembra aver offerto la sua definitiva adesione al progetto, che per partire necessitava che l’attore si liberasse da un precedente impegno (Malick?). Nel frattempo Sorrentino ha diretto un bel corto in bianco e nero, scritto un romanzo di cui si dice un gran bene e partecipato a diversi talk-show. Non ci resta quindi che aspettare, fiduciosi, ancora un po’.

9 risposte a “L’amico di famiglia

  1. Consiglio vivissimamente il romanzo. Un distillato in parole dello stile visuale barocco di Sorrentino. Spero proprio vinca il Premio Strega.Ovviamente anche io attendo con anZia il prossimo film con Penn.Poi da partenopeo, ci ho pure questo campanilismo forse inutile che mi inorgogliosce ogni volta del fatto di essere conterraneo con uno che di fatto sta facendo risorgere il cinema nostrano.

  2. come pea Andreotti i due precedenti protagonisti sono gente con segreti, questo è in comune.sono entrambi bellissimi, ma diversi.l'usuraio è esagerato, sguaiato, perfetto così per il personaggio, Toni servillo, è freddo, misurato, in un film bellissimo, da 10 e lode, con una fine simile a "la promessa", di un ispirato Sean Penn, con il grandissimo Jack Nicholson, film tratto da un romanzo bellissimo di Durrenmatt.spero di non aver esagerato con le associazioni.

  3. Sono d'accordissimo tra l'altro con le comunanze che hai trovato tra i vari personaggi sorrentiniani. E soprattutto con la vasta gamma di sensazioni che essi suscitano, in primis il viscido "amico di famiglia".

  4. @Noodles: DEVI andare fiero di un conterraneo del genere, non scherziamo! :)Farò il tifo anche io per il Premio Strega, sulla fiducia. Spero di riuscire prima possibile a leggerlo.@SLec: Ma no ci mancherebbe, grazie per il bel commento!@Ale:Tra i due film, alla distanza, credo che per quanto mi riguarda abbia vinto ai punti proprio il viscido Amico di Famiglia.

  5. Molto bello il parallelismo che hai descritto fra questi tre personaggi dei film di Sorrentino…forse come Noodless sono influenzato dal fatto di essere partenopeo, ma davvero credo che in Italia non vi sia regista con uno stile più personale e barocco del nostro Paolo…scrissi qualcosina su di lui qualche tempo fa qui….

  6. @Chimy: Attendiamo, Andrea. Attendiamo fiduciosi anche "altre" buone notizie sul fronte sorrentiniano. :))Del corto che ne pensi?@MonsierVerdoux: Leggerò presto da te! Probabilmente sì, o almeno Sorrentino è, tra i pochi "giovani" registi che riescono a fare grande Cinema in Italia, quello con la grafia più chiaramente personale. A lui sotto questo aspetto affiancherei magari soltanto uno come Corsicato e, forse, Matteo Garrone.

  7. Il corto secondo me è davvero ottimo. Nettamente il migliore della serie…le buone notizie speriamo arrivino presto ;)Chimy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...