La morte corre sul fiume

Image

Epico, immenso, maestoso, memorabile, larger than life. Uno di quei pezzi di cinema talmente grandi e potenti da lasciare basiti, immobili, senza parole per lo stupore. Capolavoro di sconcertante perfezione l’unico film diretto dal grande Charles Laughton, attore shakesperiano “prestato” alla macchina da presa. Film complesso, costruito sulla base di una incredibile polifonia di registri e di linguaggi, commistione sapiente di atmosfere noir e riddles da fiaba per bambini. Fu il frutto di una fortunata serie di miracolose coincidenze: la regia di Laughton, il romanzo originale “The night of the hunter” di David Grubb, la sceneggiatura di James Agee, la sublime e contrastatissima fotografia di Stanley Cortez, la memorabile interpretazione di un mostruoso Robert Mitchum. Meraviglioso Cinema che guarda alle scenografie sghembe dell’espressionismo tedesco, alla chiaroscurale intensità di Fritz Lang, alle algide e vertiginose introspezioni di Dreyer e Bergman. “Quando una volta andavo al cinema, gli spettatori stavano ben seduti ai loro posti e fissavano lo schermo dritto davanti a loro. Oggi constato che il più delle volte hanno la testa piegata all’indietro per poter meglio ingoiare pop-corn e dolcetti. Vorrei fare in modo che gli spettatori riacquisiscano la posizione verticale.”. Questo l’intento di Luaghton dietro “La morte corre sul fiume”: la verticalità dello sguardo. E assolutamente verticale è anche il suo film: aguzzo come una cattedrale gotica, affilato come una lama, vertiginoso e profetico come un versetto biblico. Al momento della sua uscita, nel lontano 1955, fu accolto tiepidamente. Non compreso, come tutte le opere anticipatrici e innovatrici, il suo valore fu messo in evidenza soltanto da due giovani critici dei “Cahiers du Cinema”: Francois Truffaut e Andrè Labarthe. Con gli anni è invecchiato benissimo, ritagliandosi un posto fisso nelle classifiche dei migliori film di tutti i tempi. Fino ad essere considerato da qualcuno “il più bel film americano di sempre”.

La vicenda narrata nel film sancisce la drammatica contrapposizione di due bambini, John e Pearl, incarnazioni della purezza e vittime della “violenza dei grandi”, rispetto ad un mondo di adulti costantemente corrotto dal demone dell’ambiguità e dell’ipocrisia. Nel personaggio di John Powell (il secondo “padre” per i bambini, dopo che anche il primo con la sua scellerata richiesta li aveva costretti al dolore e alla sofferenza), titanica rappresentazione del Male con la M maiuscola, ribolle un condensato di tutti gli errori/orrori dell’America più puritana e profonda: la doppiezza, il fondamentalismo, il manicheismo (quei mitici love e hate tatuati sulle nocche di Robert Mitchum e poi citati in infiniti altri film sono una vera e propria dichiarazione programmatica di inconciliabilità tra gli opposti), la violenza che genera altra violenza e sopraffazione, la distorsione della Parola. In John Powell, gigantesca figura di sanguinario pastore di anime al soldo di un Dio violento e vendicativo, e dietro la sua ombra fagocitante e terribile, si agitano spettri di biblica grandezza. Mitchum, Erode moderno assetato del sangue degli innocenti , è pronto a dare la caccia “lungo il fiume” ai due piccoli Mosè abbandonati nella corrente. Sulle rive di quel fiume i due bambini incontreranno l’unica figura adulta positiva di tutto il film, una donna risoluta e saggia, che non ha paura di imbracciare il fucile per difendere la sua visione del mondo. Una visione, quella della signora Cooper, che rappresenterà nel film l’esatto opposto di quella condensata nel personaggio di Powell: ugualmente manichea, ugualmente violenta, ma neotestamentaria, quindi collegata ad un concetto di Dio “padre buono”. Al centro di questa aspra contrapposizione ideologica, i due bambini: John e Pearl. Abide and endure, sopportano e resistono i bambini nel capolavoro di Laughton. Nell’essere piccoli in una terra di giganti, la loro grandezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...