“El Topo”

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Alejandro Jodorowsky nasce a Iquique, Cile, il 7 febbraio 1929 da genitori ebrei russi. Dai fan ribatezzato amichevolmente "Jodo", è personaggio controverso e peculiare della scena cinematografica (e non solo) internazionale. Poeta, filosofo, stregone, credente in "tutte le religioni del mondo" (e in nessuna), e anche regista. "El Topo" è la sua prima opera cinematografica matura, a cui seguirà dopo soli 2 anni "The Holy Mountain", se possibile ancora più complesso ed ermetico. Da allora Jodo ha abbandonato la macchina da presa per la matita, trovando nel fumetto il miglior contenitore possibile per la sua sfrenata ed esuberante vena stilistica.

"El Topo" è per molti versi un film anomalo. Da alcuni è stato definito un "western metafisico", capace di fondere Leone e Bunuel. In realtà si tratta essenzialmente di una parabola cristologica in forma di apologo surrealista, condita con numerosi riferimenti alle religioni orientali, le quali hanno sempre esercitato una forte attrazione sul regista, e improntata agli stilemi propri dello spaghetti-western. El Topo (la talpa, in traduzione) è un cow-boy solitario e di nero vestito, che attraverso un itinerario di violenza conoscerà la catarsi, muorendo e rinascendo nel corpo di un bonzo-buffone. Quest’ultimo si farà carico delle miserie di un popolo di "freaks", da sempre nascosto agli occhi della gente normale (in realtà una congerie di assassini e stupratori) nel ventre di una montagna. La sua missione sarà destinata a fallire miseramente, quasi a concludere che l’unica redenzione possibile è quella costretta a rimanere incompiuta.

Intriso di un simbolismo a volte stucchevole, venato di sanguinosa violenza, non privo di immagini di devastante bellezza figurativa, il film riesce perfettamente nell’intento di straniare lo spettatore, ma la chiave interpretativa è troppo spesso inaccessibile: intere sequenze sottendono un messaggio eccessivamente criptico per poter coinvolgere ed appassionare anche lo spettatore più navigato.

Sicuramente un’opera complessa, che merita di essere quantomeno conosciuta per la sua originalità e per la sua straordinaria potenza visionaria. Ottimo il trattamento riservato dalla RaroVideo ai due più celebri film di Jodo ("El Topo" e "La montagna sacra") per la loro edizione in DVD.

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