“Che”

 

Mettere in scena la vita di un personaggio che ha attraversato i confini della storia per abitare i territori del mito non è mai impresa semplice. Il rischio è duplice: da un lato si rischia di cadere nella agiografia o nella facile santificazione. Dall’altro, per eccesso di asepsi, si rischia di confezionare un prodotto freddo e  sterilmente didascalico. Sapere a quale distanza porre il proprio sguardo è un elemento fondamentale, capace di influire in modo decisivo sulla messa a fuoco dell’oggetto. Steven Soderbergh, che con questi due film si conferma essere uno dei cineasti più versatili (camaleontici?) del cinema americano, ha scelto di porre una ampia distanza tra il suo film e il mito di Che Guevara, annullando invece ogni distanza sul piano fisico dal corpo di Che Guevara. Il Che Guevara di Soderbergh, magnificamente incarnato da Benicio Del Toro, è un Argentino che si offre allo spettatore in tutta la sua più concreta e dolente fisicità. Sulla stessa lunghezza d’onda vibra la seconda parte del film, la più compatta e incisiva, affresco di quella “Guerriglia” boliviana tentativo di innesto di una idea panamericana di rivoluzione anti-imperialista oltre il confine cubano. Molto più pregnante della comunque apprezzabile prima parte, forse un po’ troppo clinica nella sua ricercata alternanza di piani temporali e cromatici. Il viaggio nei giorni del Che si concluderà con l’annullamento della distanza tra lo spettatore e il suo corpo, con una forse blasfema soggettiva della morte (in)diretta del Che. Curiosamente lo stesso sguardo caduto, rovesciato rispetto al piano della percezione vitale dell’occhio che guarda, ha fatto la sua apparizione anche nel finale del coppoliano “Youth without youth”. Curiosamente due soggettive impossibili di due uomini votati alla rivoluzione, morti o morenti, già passati ad un’altra giovinezza immortale. Due prospettive sul tempo arrestate nel loro fluire e consegnate ancora una volta alla eternità del tempo-cinema, tempo senza tempo.


cdee9_che-part-two-UK-poste.jpg image by The_Playlist

“Che – L’Argentino” [***]

“Che – Guerriglia” [****]