“Il Cavaliere Oscuro”

Il caos è equo. Un lancio di dadi sparigliante. Un interruttore da schiacciare. Necessario per innescare l’ordigno inesploso della auto-consapevolezza. Risposta eversiva, anarchica, ghignante alla forzata polarizzazione verso il bene. Densa deflagrazione di fumo e lamiere metalliche. Eroi di cartapesta e miti di celluloide accartocciati insieme dentro un unico grande rogo. Perduti nel buio di una Gotham City senza nemmeno l’ombra di una redenzione, Sodoma post-moderna dove la condanna peggiore è l’assenza stessa di condanna. Cicatrice collettiva (tra)passata e macerata dentro la mente e sulle labbra di una putrescente maschera da clown. Dualità. Scelta. Necessità. Il non-determinismo del male come esplosiva risposta alla gabbia della (presunta, tranquillizzante, illusoria) normalità. Folle proliferazione iperplastica, fibrotica, cicatriziale su cute infetta. Joker non è che il parto deviato di una società corrotta. Che mette al mondo i suoi figli più sfortunati e li abbandona dalla Rupe Tarpea della devianza, della corruzione, della solitudine. Fragile equilibrio di nevrosi, danza macabra sul baratro scivoloso della perdizione, oltre il cornicione della liceità e dell’etica. Sberleffo "al sistema", (dis)integrato e (a)morale, perverso e infantile. Votato alla sconfitta e all’isolamento.

Difficile trovare pecche in un film del genere, così maestoso e potente. Forse solo leggermente troppo prolisso nella prima parte, ma davvero alla dinamite nello sviluppo in crescendo di una sceneggiatura ammirevole per tensione ed equilibrio. Sostenuto dallo stesso cast granitico che avevamo apprezzato nel "Begins": ancora una volta ottimi Bale, Caine, Freeman e Oldman. Messo in immagini dall’indiscusso e straordinario talento visivo di Christopher Nolan. Uno dei pochi registi degli ultimi anni (insieme a Micheal Mann, a David Fincher e alla coppia Cameron-Bigelow di qualche tempo fa) a possedere un proprio originale senso visivo dell’azione, in Nolan genialmente trasfigurato attraverso la rilettura dei colori e delle atmosfere di un genere (il noir) solo in apparenza lontanissimo dalla ipercinesi inesausta richiesta dai canoni di un buon action-movie. Ancora negli occhi un grande, grandissimo film. Uno dei migliori di quest’anno e uno di quelli che con maggiore difficoltà dimenticheremo. Speriamo soltanto che nessuno faccia altri scherzi di cattivo gusto. Un Joker così non merita di essere premiato con l’Oscar postumo dell’ipocrisia a buon mercato. Semplicemente: non credo approverebbe.

[****1/2]

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