“Coraline e la porta magica”

 


Esperienza da non perdere, quella di "Coraline e la porta magica", visione in grado di rivitalizzare il narcolettico panorama della distribuzione cinematografica estiva di questo 2009. Favola dai toni delicatamente dark e dalle forti inflessioni burtoniane, il film, tratto da un racconto di Neil Gaiman, illustra meravigliosamente la storia di una bimba di plastilina che percorrendo un misterioso pertugio riesce a trasportarsi (e a trasportarci) dentro una coloratissima dimensione parallela, in apparenza idilliaca ma (ben presto Coraline lo scoprirà a sue spese) molto più inquietante di quanto potesse sembrare. E se il mondo "dei desideri"  si rivela essere soltanto il regno della ricchezza, dell’apparenza, dell’abbondanza con cui tanti genitori accecano i loro figli, quello della realtà, magari meno colorato e sfavillante, resta il migliore dei mondi possibili se si vuole conservare la capacità di guardare le cose con i propri occhi, e non attraverso le asole di due bottoni. Tecnicamente straordinario, costato una lavorazione record di quasi 3 anni e primo film in assoluto girato con tecnica stop-motion filmata in 3D, nell’inevitabile paragone con "Nightmare before Christmas" soffre forse soltanto l’assenza di una colonna sonora in grado di amalgamarne la sostanza "poetica" (di cui il film è ricco) e imprimerne immagini e suggestioni nella memoria dello spettatore. Nel complesso, comunque, un film da godere ad occhi spalancati e senza riserve. Quella di Coraline è una  fuga dal mondo dei sogni che merita davvero di essere vissuta.

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