“Juno”

“Juno” è uno scarabocchio che non si può cancellare. Una piacevolissima e colorata sopresa. Uno di quei film che non meritano di finire vivisezionati sotto i bisturi glaciali di una recensione. “Juno” non è un film da recensire. E’ un film da vedere, semplicemente. Possibilmente con gli occhi del cuore. Abbassando il volume delle polemiche. E ignorando gli spot elettorali delle vecchie volpi dal pelo rossastro e degli atei credenti che hanno battezzato questo film in nome del loro cinismo. “Juno” è un film che rispedisce al mittente ogni subdolo tentativo di strumentalizzazione e lo fa con le armi della freschezza, dell’ironia, della tenerezza. “Juno” è un film che dice diverse cose importanti e per nulla scontate (una su tutte: “Never judge a book by its cover”, come dicono gli americani) e le dice nel modo migliore possibile: onesto, semplice, pulito, sincero. Senza intellettualismi, moralismi, fondamentalismi. Riuscire a parlare di vita senza cadere nella trappola del rigorismo ideologico è impresa ardua: la bella sceneggiatura di Diablo Cody riesce a colpire nel segno anche in questo. Nascondendo profondità, maturità e consapevolezza proprio dove qualcuno non si sognerebbe mai di cercarla. Nel sapore di una caramella all’arancia. E negli occhi della meravigliosa Ellen Page.

 

[****]