“Apocalypto”

APOCALYPTOQuarto lavoro dietro la macchina da presa di Mel "Mad Max- Letal Weapon" Gibson. A mio parere, una fotocopia di "The Passion". Sembra che il buon Mel abbia scoperto la formula per il successo e non sia intenzionato a cambiarla almeno per i prossimi dieci film: interesse posticcio per un popolo/una lingua + violenza esagerata, a tratti tanto esagerata da diventare noiosa + trama scontata ma affidabile, standardizzata sul modello di migliaia di action-movie già visti. Questo e poco altro è il troppo pubblicizzato "Apocalypto". Inutile dire che le risibili polemiche politiche che il film ha scatenato hanno sicuramente contribuito al successo di pubblico della pellicola. La trama del film è tanto banale da rendere persino inutile raccontarla. Il "messaggio" (o presunto tale) del film, poi, è tutto un programma: nessuna civiltà può essere conquistata dall’esterno, se prima non è già marcita al suo interno. Concetto interessante. Peccato che applicato alle antiche popolazioni dell’america latina suoni quasi come una legittimazione (o come una giustificazione "Storica") degli stermini sistematici operati dai "nostri" conquistadores a danno delle popolazioni amerindie: tanto dovevano crepare da soli. Insomma si balla su un campo minato. Da un punto di vista tecnico tutto è all’insegna del piattume (no, non pattume, ma poco ci manca). Regia standard, da telefilm. Fotografia buona per lo spot di una station-wagon (ennesimo abuso di rallenty). Si salvano solo le buone prove di recitazione offerte dagli attori "indigeni" non professionisti e i costumi,molto spettacolari e frutto evidente di una ricerca approfondita.

Voto personale: 4