Le avventure del giovane Indiana Jones

Esiste una serie TV che ogni discepolo del professor Henry Jones Jr. non può fare a meno di conoscere. Per (ri)scoprirla bisogna spostarsi indietro nel tempo, agli inizi degli anni 90. Quando ancora la mass-medializzazione globale non sfornava un numero inusitato di serie TV, e quando al genio di George Lucas balenò l’idea di costruire una serie televisiva che raccontasse la "formazione" (caratteriale e culturale) di un personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo come quello di Indiana Jones. Dal 1991 al 1993 le riprese, divise in tre scaglioni, di un totale di 44 episodi, oggi rimontati in 22 capitoli di un’ora e mezza ciascuno nella (sontuosa) edizione in 3 cofanetti di DVD uscita per il mercato americano. Il 4 Marzo 1992 la messa in onda statunitense, sulle frequenze della ABC, del primo episodio. Ingentissimo il budget messo a disposizione per il progetto dalla Lucasfilm: le riprese toccarono tutti e cinque i continenti (35 paesi e più di 100 città come location), coinvolgendo nel cast per piccoli (ma significativi) cameo interpreti come Max Von Sydow, Christopher Lee, Daniel Craig, Vanessa Redgrave, Catherine Zeta-Jones, Elizabeth Hurley. Al complesso lavoro di sceneggiatura degli episodi, quasi tutti basati su soggetti originali di Lucas, contribuì in maniera sostanziale la penna di Frank Darabont. Alla regia dei singoli episodi si cimentarono cineasti come Nicolas Roeg, Terry Jones, Mike Newell, Joe Johnston. Imponente il lavoro relativo al comparto tecnico: dalla fotografia (David Tattersall) agli effetti digitali, dal montaggio sonoro ai costumi.

La serie, concepita da Lucas come un lungo percorso attraverso la storia e i personaggi che ne hanno determinato il corso, comprende 10 episodi in cui Indy bambino (Corey Carrier) viaggia per il mondo insieme alla sua famiglia, al seguito del padre impegnato in un tour di conferenze in giro per il globo, e 34 episodi in cui un Indy poco più che maggiorenne (Sean Patrick Flanery) vive le prime avventure della sua giovinezza, i tragici eventi della Prima Guerra Mondiale, la pace di Versailles e il ritorno negli States all’inizio degli anni ’20. Sul suo cammino Indy ha l’occasione di incontrare alcune tra le personalità più influenti del novecento: Sigmund Freud, Thomas Edison, Albert Schweitzer, Pablo Picasso, Norman Rockwell, Annie Besant, Nikos Kazatzakis, Sidney Bechet, Vladimir Lenin, Charles De Gaulle, Sean O’Casey, Theodore Roosevelt, George Patton, Bronislaw Malinowski, Lev Tolstoj, Ernest Hemingway, Pancho Villa, George Gershwin, T.E. Lawrence, Mustafa Kemal, Giacomo Puccini, Franz Kafka, Mata Hari. L’ultimo capitolo della serie, non per caso ambientato a Hollywood, si chiude mentre un giovane regista di film western, con un grande cappello in testa, dirige il nostro Indy sul set a cielo aperto della Monument Valley. Una investitura ed una eredità. Questione di cappelli, più che di meta-cinema.

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