“Racconti immorali”

Incursione nel cinema erotico d’autore, per continuare degnamente il percorso cinefilo dedicato al vizio capitale.“Contes immoraux” ovvero la tavolozza dei colori dell’eros secondo Walerian Borowczyk, regista polacco che affonda le radici della sua poetica nel cuore del surrelismo. Quattro episodi, quattro epoche diverse, quattro modi diversi di vivere e rappresentare il senso/sesso. Nel primo episodio, ambientato in epoca contemporanea, due cugini scoprono i piaceri della fellatio su una burrascosa scogliera francese. La marea che sale è il metronomo del loro amplesso. Il secondo episodio “Teresa Filosofa” racconta con gusto la scoperta dell’autoerotismo da parte di una ragazza perbene, rinchiusa per punizione nella sua stanza. Dolce punizione. Il terzo episodio è il più forte, solenne e in qualche modo angosciante dei quattro. Ambientato nella Polonia del 1600, ha come protagonista la storicamente esistita contessa Bathory (impersonata dalla bellissima Paloma Picasso, figlia di Pablo), insondabilmente attratta dalle giovani fanciulle e perversamente ossessionata da un ideale di purezza virginale. Il quarto e ultimo episodio è una divagazione pienamente surrealista, blasfema e anticlericale che Borowczyk si regala, e ci regala. Il setting questa volta è la Roma papalina del 1498. Il Vaticano non è che una delle tante corti europee, un luogo a la page animato dalla briosa presenza di papa Alessandro VI Borgia. Il Papa, dimessi tiara e pastorale, consuma il suo tempo libero (che doveva essere parecchio) intrattenendo rapporti incestuosi con i figli Cesare (cardinale) e Lucrezia. Nel frattempo a Firenze il Savonarola denuncia il degrado del soglio pontificio e viene mandato al rogo. In una delle versioni del film (se non sbaglio quella italiana) tra un episodio e l’altro erano intercalati dei pezzi di un altro cortometraggio di Borowczyk: “Una collezione particolare”, splendida galleria di oggetti i più disparati in qualche modo attinenti al tema della sessualità e della goliardia spinta. Una chicca che la RHV ha recuperato e proposto come extra nella versione in DVD commercializzata (e definita integrale: sarà cosi? Chi ne sa qualcosa mi aiuti!) in Italia. Film variegato nei toni e costruito su sfumature cromatiche/pittoriche molto diverse. Il primo episodio è intriso di poesia, e ricorda le suggestioni di certi quadri romantici: i flutti, gli scogli, i gabbiani che volteggiano in un cielo grigio. Il secondo episodio è una pulsante ed inebriante danza bacchica, resa in modo splendido con un montaggio serrato e con dei colori caldi e saturi. Il terzo atto (forse il più bello e potente del film) è girato in modo maestoso, ampio, classico e nelle sue atmosfere quasi gelide porta con sé un carico di tanatos tale da farne qualcosa di abbastanza vicino al “Salò” pasoliniano. Fantastico impatto visivo. Il quarto e ultimo episodio è invece un gioco in bello stile, un furoreggiante omaggio bunueliano, una goliardata di gran classe, un colorito e colorato pamphlet polemico. Nel complesso opera vivamente consigliata a chi volesse approcciare questo genere un po’ "insolito" ma capace di regalare delle belle soddisfazioni. Comunque grande, grandissimo cinema.

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